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Economia

Guerra dopo il covid: che turismo sarà senza i russi in Italia

Pasqua e poi l’estate senza gli oligarchi: una mazzata per un settore che ancora si sta leccando le ferite dopo due anni di pandemia

Tempo di lettura stimato 2 minuti

L’Italia si prepara a dire addio agli arrivi turistici dalla Russia, dopo le sei milioni di presenze registrate nel 2019. Assoturismo stima che le strutture ricettive perderanno nella primavera ormai alle porte circa 175mila pernottamenti, per quasi 20 milioni di euro in meno. Già nella metà di febbraio, secondo l’Unione russa dei tour operator, c’era stato un calo del 20-25% del volume delle prenotazioni.

Dopo il Covid

Lo stato di salute del comparto turistico italiano post pandemia ha pesantemente risentito dell’assenza di grandi soggetti (per quantità di denaro speso) come americani, cinesi, giapponesi e appunto russi. Al momento i numeri in Italia mostrano un calo medio delle prenotazioni nel primo trimestre 2022 del 53% rispetto al 2019. I soli americani nel 2019 avevano fatto registrare oltre 6 milioni di arrivi, con 16 milioni di pernottamenti. Inoltre le compagnie crocieristiche sembrano pronte a modificare gli itinerari che toccano la Russia: è il caso del porto di San Pietroburgo che verrà sostituito dagli scali finlandesi di Kotka e Mariehamn.

Dati 2021

Meno 38,4% rispetto al 2019: questo il dato delle presenza turistiche italiane nel 2021 anche se un po’ meglio è andata tra luglio e settembre, ma comunque ancora in calo rispetto al biennio precedente, ovvero a meno 14%. Anche la spesa dei turisti stranieri in Italia è crollata del 61,4% rispetto a quella di 24 mesi prima, passando da 30,7 a 11,9 miliardi di euro. In questo quadro si inserisce il filone degli oligarchi che hanno eletto l’Italia a meta preferita per vacanze e investimenti in Sardegna, Sicilia e Toscana.

Scenari

Dopo i piccoli segnali incoraggianti degli ultimi mesi, però, la guerra in Ucraina ha contribuito in modo negativo alle proiezioni future, in primis Pasqua ma anche la prossima estate. Già la chiusura agli aerei russi dei cieli italiani aveva causato uno stop agli arrivi mettendo in ulteriore crisi il settore turistico. A lanciare l’allarme in Sicilia ci ha pensato il governatore Nello Musumeci secondo cui l’azzeramento del turismo russo non solo a Taormina” sarà una mazzata pesante”. Idem in Campania con Ischia, che nel 2019 era stata visitata dal 70 per cento dei russi che arrivavano nella regione. Malissimo Roma dove, dall’inizio del covid, non arrivano più vacanzieri russi.

@L_Argomento

(Foto: Capri on Flickr)

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