Ema: per ora risultati incoraggianti, avanti con AstraZeneca

Ema: per ora risultati incoraggianti, avanti con AstraZeneca

L’ente europeo dei farmaci prova a indurre fiducia. Chiediamo: perché non trasferire Ema in Italia?

Tempo di lettura stimato 3 minuti

Ema: per ora risultati incoraggianti, avanti con AstraZeneca

Ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori. Ieri l’ultima: dopo lo stop precauzionale alla somministrazione delle dosi del vaccino AstraZeneca da parte di diversi Paesi Ue, l’Agenzia europea per i medicinali ha rassicurato sull’uso del siero, sottolineando che ad ora non ci sono indicazioni che il farmaco abbia provocato gli eventi tromboembolici segnalati tra le persone che hanno ricevuto le dosi, e che i benefici superano i rischi.

La decisione finale dell’authority è attesa per giovedì e in caso di parere positivo Italia e Francia faranno ripartire la somministrazione del siero. Lo hanno annunciato il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi e il presidente francese Emmanuel Macron nel corso di un colloquio avuto al termine della giornata. I due leader hanno definito “incoraggianti” le dichiarazioni preliminari dell’agenzia europea.

Al 10 marzo sono stati 30 i casi segnalati su 5 milioni di vaccinati, ha detto in conferenza stampa la direttrice esecutiva dell’Ema, Emer Cooke, specificando però che non si tratta di un numero esatto visto che altri eventi sono stati rilevati nel weekend. Il dato non è comunque, secondo l’Ema, superiore a quello osservato nella popolazione generale e, ha spiegato Cooke, questa “non è una situazione inaspettata” quando si vaccinano milioni di persone.

“È inevitabile che ci siano casi rari o gravi di malattie che si verificano dopo la vaccinazione”, ha detto la direttrice esecutiva. L’Ema ha rassicurato che sta analizzando “in maniera rigorosa” i dettagli e le circostanze per determinare se il siero abbia contribuito agli eventi tromboembolici. “Abbiamo mobilitato tutte le nostre parti per cercare di esaminare la situazione e capire se può esserci un nesso collegato a lotti specifici” del vaccino e “questo è ancora sotto inchiesta”, ha detto Cooke, aggiungendo che oltre all’AstraZeneca l’agenzia europea sta raccogliendo informazioni anche per tutti gli altri sieri in circolazione.

“Gli eventi tromboembolici”, ha spiegato l’Ema, “hanno coinvolto più di un lotto” del vaccino AstraZeneca, ed è “improbabile che si tratti di eventi legati a un singolo lotto, ma non può essere escluso che ci sia un legame con la produzione”.

La decisione finale è in programma per giovedì. “Desidero mettere a verbale che la nostra valutazione è guidata dalla scienza e dall’indipendenza, e da nient’altro”, ha tenuto a sottolineare Cooke. Lunedì diversi Stati membri dell’Ue hanno fermato la somministrazione del siero AstraZeneca, tra cui Germania, Francia e Spagna, oltre all’Italia, in attesa della decisione dell’agenzia. Intanto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato un accordo con BioNTech e Pfizer per una consegna accelerata di 10 milioni di dosi che porteranno a quota 200 milioni di dosi le consegne totali del vaccino per il secondo trimestre.

“Ciò darà spazio di manovra agli Stati membri e possibilmente colmerà i gap delle consegne”, ha detto von der Leyen. Intanto la corsa al vaccino prosegue nel resto del mondo. La Cina nelle scorse ore ha approvato l’uso di emergenza di un quinto siero contro il Covid-19.

Si tratta di un vaccino a tre dosi, che vanno somministrate a un mese di distanza l’una dall’altra. Come altri vaccini sviluppati da Pechino, può essere conservato a normali temperature di refrigerazione.

A questo punto sarebbe interessante forse porsi una domanda.

Ricorderete tutti la complessa vicenda per l’assegnazione della sede dell’agenzie europea per il farmaco, Ema. Era a Londra, venne spostata per la Brexit. Si parlò di trasferirne la sede a Roma o a Milano: l’Italia è d’altronde uno dei più grandi produttori di farmaci al mondo.

Un complicato gioco di equilibri permise all’Olanda di ottenere, per un solo voto, il favore dell’Ue e di portarsi a casa l’Ema. Oggi l’Olanda non è un paese terzo: ospita AstraZeneca attraverso Halix; è dall’Olanda che sono venute a mancare le milioni di dosi di vaccino utili all’Europa.

Bisognerebbe forse riaprire quel processo di assegnazione, scindendo le competenze di Ema e insediando a Roma o a Milano una agenzia europea per le vaccinazioni. Sarebbe un giusto riconoscimento al nostro Paese, il primo e più colpito dal Covid e il più versato sul fronte produttivo dell’industria farmaceutica.

Anche per portare avanti proposte come queste, che sanno parlare alla politica italiana e alle istituzioni europee, l’impegno del Partito Liberale Europeo si rivelerà nel prossimo futuro sempre più strategico.

 

Ema: per ora risultati incoraggianti, avanti con AstraZeneca

TAGS