Due movimenti senza stelle, la parabola triste del divorzio Grillo-Casaleggio

Due movimenti senza stelle, la parabola triste del divorzio Grillo-Casaleggio

Ci sono ormai due Movimenti nati dall’implosione grillina, ma nessuna stella.

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Due movimenti senza stelle, la parabola triste del divorzio Grillo-Casaleggio
E in quel che resta del vecchio troncone del Movimento, fra gli eletti, si fa avanti una domanda: ‘l’opzione Dibba’ – cancellare, come ha fatto l’ex deputato, benché con motivazioni diverse, l’iscrizione dalla piattaforma Rousseau – è percorribile senza incappare in sanzioni?

Per alcuni, la risposta, è sì. Intanto, Beppe Grillo lancia il manifesto del 2050. Guarda al futuro il garante, sicuro che Giuseppe Conte “onorerà” l’impegno di partecipare al nuovo progetto; difende il cammino sin qui percorso dal Movimento nato sulla scia del ‘V-day’ e sottolinea che M5s valuterà il nuovo premier, Mario Draghi, non per quello “che ha fatto, ma per quello che farà”.

Sullo sfondo restano le ‘mosse’ dei dissidenti: alcuni pronti a difendere anche in tribunale le proprie ragioni contro le espulsioni e inclini, almeno in parte a ‘schierarsi’ pro Casaleggio, perché la sua non è un’operazione di “nostalgia”, ma difesa dei valori nella crescita.

E’ metà giornata quando Rousseau scende in campo e chiede di volare “controvento”, perché “non è più tempo di accontentarsi. Non è più tempo di limitare l’immaginazione. Non è più tempo di tenere i sogni a terra. Non è più tempo di avere sogni moderati”, denuncia. “E’ tempo di confronto, di idee ribelli, di sogni che non siano bollati di utopia da chi non ha capacità, voglia o coraggio di realizzarli”. E “per tornare a volare alto non dobbiamo accomodarci sulle seggioline della tifoseria della politica, sventolando le bandiere di destra contro sinistra, opposizionisti contro governisti, nordisti contro sudisti”, è il messaggio.

Immediate arrivano alcune reazioni, anche se resta in silenzio il vertice del Movimento.

Solo Crimi interviene, ma lo fa per rilanciare le parole di Grillo. “Mi pare chiaro che l’associazione Rousseau abbia deciso di spiegare le vele e andare per conto suo. Buona fortuna”, scrive, ad esempio, Sergio Battelli. “Penso che sia arrivato il momento che le strade si dividano.

L’ho sempre detto, lo sostengo da diverso tempo. Si doveva arrivare a una risoluzione del contratto. Avevamo sempre posto la questione con il think tank Parole Guerriere. Le ingerenze sono diventate insopportabili”, sottolinea Giuseppe Brescia, presidente M5s della commissione Affari Costituzionali della Camera. “Sta facendo campagna elettorale ‘e con i soldi nostri?”, ci si chiede tra gli eletti. Se Casaleggio vuole fare politica la facesse dentro M5s, è l’osservazione di alcune fonti.

E ancora: “così rischia di farsi male e di fare del male”. E’ dallo scorso dicembre, sottolineano, che non mancano le avvisaglie di una frizione. Beppe Grillo, nel vertice con Conte e i Big di domenica scorsa, ha insistito per un accordo consensuale sulla strada da intraprendere.

Ma nei giorni scorsi, e soprattutto in costanza della fiducia al nuovo Esecutivo, la diversità di posizioni è saltata agli occhi: da una parte l’invito del capo politico e dei vertici a votare a favore, escludendo dalla gamma dei comportamenti ogni altra decisione ( a meno dell’assenza motivata).

Dall’altra, la ‘mediazione’ del titolare di Rousseau nei confronti dei dissenzienti con l’invito ad astenersi invece che votare, eventualmente, contro. Il tutto sfociato in un confronto telefonico a brutto muso, anche se riservato, di Crimi che ha chiamato, si è appreso, Casaleggio. Ma fra i dissidenti non manca chi lo ‘difende’: “ormai ci sono due Movimenti”, viene sottolineato in ambienti di stretta vicinanza a costoro. Tanto che “non si può parlare nemmeno più di tradimento.

Sono due mondi incomunicabili”, viene osservato. Quella di Casaleggio “non è un’operazione nostalgia, ma la volontà di andare avanti, di evolversi, certo, ma senza dimenticare i valori di M5s”. Lui “è stato messo alle strette, ogni giorno ce n’è una”, ivi incluso il fronte delle erogazioni liberali a Rousseau che non tutti, viene ancora notato, hanno continuato a versare.

E Barbara Lezzi, per parte sua, cita Lucio Dalla: “Navigando controvento non sai cosa troverai. Ma, se hai qualcosa dentro, capirai”.

Proprio manifesto “controvento” è il titolo del post di Rousseau sul blog delle stelle. Nel frattempo in M5s prosegue il percorso per verificare la concreta attuazione del nuovo progetto di rifondazione che ha visto l’ok dell’ex premier Conte.

Si parla di due settimane, non oltre, per arrivare ad un punto di caduta. Statuto da modificare, simbolo e ipotesi nuova associazione i temi che si trovano al centro della riflessione, guardando le carte e pensando in prospettiva, da qui a trent’anni.

Sull’altro ‘fronte’, i dissidenti che hanno deciso di procedere per vie legali contro le sanzioni ricevute hanno firmato il mandato all’avvocato che li rappresenterà. Il ricorso è in fase di redazione definitiva per essere presentato al giudice competente.

I capisaldi sono chiari: danni morali ed anche danni esistenziali per la sospensione – che viaggia sulla via dell’espulsione dal Movimento – prevista dopo non aver votato la fiducia al governo di Mario Draghi. Sono infatti, al momento, sospesi i ‘malpancisti’ che possono presentare memoria difensiva, come da statuto, ai probiviri. Lo devono fare, se ritengono di agire in questa direzione, entro il 7 marzo.

Nella lettera, datata 20 febbraio ma inviata qualche giorno dopo – a firma Jacopo Berti e Fabiana Dadone che si sono pronunciati a maggioranza, manca, infatti, quella di Raffaella Andreola, terza componente del collegio – si comunica “formalmente, che è stata disposta l’apertura di un procedimento disciplinare”.

E si spiega: Il Collegio dei Probiviri prende atto della “espulsione dal gruppo parlamentare” disposta il 18 febbraio in occasione della mozione di fiducia al Governo Draghi. Quindi chiede spiegazioni: “giustificare il mancato rispetto delle decisioni assunte dall’assemblea degli iscritti con la votazione in rete che ha stabilito di votare la fiducia al Governo Draghi”; il “mancato rispetto del criterio democratico di votazione a maggioranza per la determinazione della linea politica adottata dall’esecutivo Draghi”.

E ricorda che si possono far pervenire “memorie scritte ed eventuale documentazione a sostegno” delle proprie ragioni “entro il termine perentorio di 10 giorni consecutivi”. Dispone inoltre la “sospensione cautelare dall’Associazione Movimento 5 Stelle fino alla conclusione del procedimento disciplinare”.

“Entro 90 giorni dalla data di ricezione della predetta memoria, il Collegio dei Probiviri potrà procedere con la richiesta di ulteriori chiarimenti ovvero con l’archiviazione del procedimento disciplinare ovvero con l’irrogazione delle sanzioni.

Avverso le decisioni del Collegio dei Probiviri, potrà proporre reclamo al Comitato di Garanzia entro il termine perentorio di 5 giorni dalla comunicazione del provvedimento”, si ricorda.

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