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Economia

Cosa rischiano le banche italiane? Rosso, recessione e dividendi

Mps e Unicredit lasciano il 6%, mentre 147 miliardi di capitalizzazione vanno in fumo. Se l’Ue piange, gli Usa non ridono

ILLUMINAZIONE BCE IN OCCASIONE DEL VENTESIMO ANNIVERSARIO DELL'EURO BANCA CENTRALE EUROPEA FRANCOFORTE SEDE

Lo ha certificato anche la BCE: le banche italiane sono dinanzi ad un rischio notevole, dettato da una triplice criticità: il rosso, la recessione e la partita dei dividendi. In sostanza la frenata all’economia dovrebbe annullare i vantaggi derivanti dall’aumento dei tassi d’interesse.

Trend

Su tutti da citare i dati di Mps e Unicredit. La prima perde ancora (-6%) e vede all’orizzonte materializzarsi l’aumento di capitale ma a condizioni in apparenza tutt’altro che favorevoli. Anche la seconda lascia sul campo il 6% dopo aver annunciato un accordo per la gestione dei crediti Utp con Prelios: al contempo sono stati ceduti di 1,3 miliardi di Npl a Illimity. Non bene le altre: giù Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Bper con ribassi compresi tra il 4 e il 5%.

Il risultato? 147 miliardi di capitalizzazione andati in fumo, tra i timori di recessione e quelli sulle nuove misure avallate da madame Lagarde (senza contare lo spread e i tassi dei btp nostrani).

Conseguenze

Non solo listini al ribasso, ma possibile ricalcolo delle cedole, passaggio che sta provocando un terremoto tra azionisti, investitori e operatori finanziari. Al momento a farla da padrona c’è una sostanziale instabilità connessa alla volatilità dei mercati, già azzoppati da un biennio di pandemia e oggi alle prese con le conseguenze della guerra in Ucraina.

In Germania spiccano dati di borsa che sono i più deboli di sempre, con il Dax chiamato ora a stabilizzarsi rapidamente. Il mese che si è appena chiuso non è stato solo il più debole di tutti i tempi, ma ha anche registrato la peggiore performance mensile da marzo 2020 con un calo dell’11,2%.

Qui Usa

Non va meglio oltreoceano: il semestre che si chiude è stato il peggiore per le borsa americana da qualche decennio, un dato che non solo si abbatte sullo stato finanziario di famiglie e imprese, ma che rappresenta un pugno nell’occhio per l’amministrazione Biden alle prese con le elezioni di midterm. E c’è chi pensa che la tempesta sia solo a metà della sua corsa visto che le obbligazioni salgono e i futures statunitensi affondano per i timori di recessione.

LEGGI ANCHE: SCATTO DELLA FED, CHI FESTEGGIA E CHI NO 

@L_Argomento

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