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Conte-gate: l’imbarazzo euroatlantico che il Pd cova (per ora) in silenzio

In vista delle elezioni amministrative tra i dem c’è apprensione per il caso che coinvolge l’alleato in coalizione

ENRICO LETTA POLITICO

Si sta aprendo un problema politico per il Pd, alle prese con le imminenti elezioni amministrative zavorrate dal caso Conte e dai suoi presunti rapporti con il Russia-gate. Al di là di come l’ex premier riferirà in seno al Copasir, il silenzio di ieri del Nazareno dopo le numerose ricostruzioni apparse su giornali la dice lunga sul reale stato nervoso dei dem.

Chigi & Nato

In un momento caratterizzato dalla presenza di un premier che, forse mai come questa volta, è completamente schierato a difesa delle relazioni atlantiche, (come dimostra la scelta di Mario Draghi di cercare da subito gas alternativo a quello russo) la presenza in maggioranza di un alleato coinvolto in una possibile rete di favori ad un competitor internazionale, non è uno scenario che il super europeista Enrico Letta avrebbe accolto con piacere o entusiasmo, per usare un eufemismo.

Sindaci

Un quadro di insieme che risulta ancora più complesso perché materializzatosi alla vigilia di elezioni amministrative che vedono, dall’altro lato della barricata, un centrodestra in fase di possibile scomposizione. Tra i dem la tesi era che bisognava cogliere la palla al balzo e presentarsi coesi, proprio per sfruttare le divisioni della destra. Ma con il capo del M5s lambito dai fatti del Russia-gate non è un’operazione semplice. Qualcuno spera che una soluzione, anche esterna, possa arrivare prima del turno elettorale di giugno, così da non incidere sulla partita per i sindaci. Ma altri, ragionando in maniera più ariosa, mettono l’accento su un punto diverso.

Imbarazzo

Non c’è solo sul tavolo il dossier legato alla politica estera ondivaga dell’Italia nei governi Conte, ma anche le evoluzioni più recenti come il distinguo del M5s di rito contiano all’aumento delle spese per la difesa o le giravolte di esponenti che ieri attaccavano cocciutamente la Nato e oggi ne rivendicano l’allargamento all’Ucraina.

Si tratta di una sorta di complessivo imbarazzo euroatlantico che il Pd cova circa il suo alleato, per il momento in silenzio, lasciando che sia Matteo Renzi ad attaccare a testa bassa. Ma fino a quando?

@L_Argomento

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