Conte fa pace con Cingolani e litiga con la Lega

Conte fa pace con Cingolani e litiga con la Lega

In piena campagna elettorale il presidente dei Cinque Stelle si gioca il tutto per tutto

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Conte fa pace con Cingolani e litiga con la Lega
In Italia parli di nucleare e subito c’è chi mette mano alla pistola. Nel senso metaforico, ma comunque non risparmiando le sparate. La partita sul nucleare è solo di parole, ma bastano quelle a provocare scossoni in maggioranza.

Guidata dal leader del Movimento, Giuseppe Conte, la squadra di governo targata Cinque Stelle ha fatto tappa al ministero della Transizione ecologica per incontrare il padrone di casa, Roberto Cingolani, che nei giorni scorsi ha aperto alla possibilità di valutare il nucleare di ultima generazione. I Cinque Stelle, che dicono no e poi no all’atomico, volevano chiarirsi col ministro, che guida un dicastero nato su loro spinta.

Il resoconto lo ha fatto Conte: “Ho avuto garanzie che l’Italia non abbraccerà l’energia atomica – ha detto il leader del M5s dopo il colloquio – Il nucleare non è la scelta degli italiani, lo hanno detto con i referendum”. Vecchi slogan, ma poco importa. Ai giornali viene consegnata la pace siglata con Cingolani.

Giusto in tempo per andare all’attacco di Matteo Salvini. “L’Italia è l’unico Paese del G8 senza energia nucleare – ha detto il leader della Lega – Tornare a studiare un ritorno al nucleare di ultima generazione, moderno, sicuro, pulito e a impatto zero è un dovere”. Conte, che ha detto di non voler “diventare scortese”, ha indicato una soluzione:

Salvini “può trasferirsi in Francia”, che sta battendo la via del nucleare. Mentre – è l’augurio dei Cinque stelle – l’Italia non lo farà. “Il ministro Cingolani condivide le nostre considerazioni – ha spiegato Conte – Dobbiamo incrementare le energie rinnovabili e discutere di nucleare significa distrarsi dall’obiettivo principale”.

La formazione del Movimento che si è presentata al ministero era quella delle grandi occasioni: i ministri degli Esteri Luigi di Maio, delle politiche agricole Stefano Patuanelli, alle Politiche giovanili Fabiana Dadone quello ai Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Più di un’ora di colloquio, poi il punto di Conte con i cronisti.

Ma c’è un giallo. Il ministro Cingolani non ha parlato direttamente dell’incontro. È intervenuto però, su evidente sollecitazione, sul caro bollette per assicurare l’impegno del governo per “mitigare i costi” ha ricordato l’impegno per “la transizione verso le energie piu’ sostenibili”.
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