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Chi sono gli ex Cinque Stelle che non saranno in Aula per ascoltare Zelensky

Iniziano a distinguo da parte di filoputiniani della prima ora, con l’imbarazzo di Roberto Fico che è costretto ad una precisazione

VLADIMIR PUTIN GIUSEPPE CONTE
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Non c’è solo l’imbarazzo della Lega per le vicinanza passata di Matteo Salvini a Vladimir Putin, anche negli altri partiti ci sono casi di posizioni più morbide nei confronti di Mosca. Una situazione che, in vista del collegamento video di domani alle 11 con il presidente ucraino Volodymir Zelensky, sta producendo una certa fibrillazione.

Alternativa

“Un’operazione di marketing che non servirà a far cessare le ostilità e non avrà alcuna utilità per la parte offesa”. Così i parlamentari ex grillini di Alternativa, (composto tra gli altri da Cabras e Colletti) che domani non saranno in Aula in occasione del discorso del presidente ucraino Volodymir Zelensky. Rinunciano al video collegamento con il Parlamento italiano riunito in seduta comune perché lo considerano una forzatura che non cambia lo status quo della crisi bellica.

Fico

“Il Parlamento – ha detto oggi al Corriere della sera il Presidente della Camera, Roberto Fico, – ha approvato con una maggioranza quasi unanime tutti i provvedimenti a favore dell’Ucraina. I capigruppo e i partiti sono tutti uniti. Non penso ci siano istanze pro Russia, ma il Parlamento è il luogo del dibattito. Non si tratta dei gruppi, si tratta di voci isolate. L’idea di ascoltare Putin non esiste, non è nemmeno da commentare”. La precisazione della terza carica dello Stato era stata per così dire stimolata dalla richiesta pentastellata di una videoconferenza anche con il presidente russo.

Priviet

Era stato il deputato grillino Nicola Grimaldi qualche giorno fa a chiedere di non invitare solo il presidente ucraino Volodimir Zelensky, ma anche la controparte Vladimir Putin. Si era inoltre astenuto, assieme al collega Davide Serritella, sul voto della Camera sul ddl Ucraina. Qualche giorno fa l’ex ministro della salute Giulia Grillo ha raccontato il cambio di postura del M5s, fino al 2018 fermamente anti Nato, ma in seguito l’esperienza al governo “ci ha fatto cambiare idea”.

Conte

“Bene ascoltare Zelensky, ma bisogna sempre lavorare per esercitare, a livello internazionale, una pressione costante per una soluzione”. Leader del M5s Giuseppe Conte ha osservato che la soluzione deve passare necessariamente dal ritiro delle truppe, dalla cessazione delle ostilità e da negoziati. “Bisogna continuare ad avere, a livello europeo ed internazionale una linea di fermezza, di condanna dell’ aggressione russa, e dobbiamo continuare ad aiutare la popolazione ucraina come stiamo già facendo , però dobbiamo lavorare per evitare una escalation del conflitto militare”.

@L_Argomento

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