L'Argomento Quotidiano
Ultime notizieInformazione, salute e attualità.
Approfondimento

Chi è Marcello Dell’Utri: vita, condanne e testamento di Berlusconi

Pubblicato il · Aggiornato il · Alessia Ribezzi
MondoSanità è una testata editoriale indipendente del network VectorNews.

Classe 1941, ex politico e dirigente d’azienda, senatore per il Popolo della Libertà e Forza Italia. Nel 1993, il palermitano Dell’Utri fonda Forza Italia insieme a Silvio Berlusconi, Antonio Tajani, Antonio Martino, Gianfranco Ciaurro, Mario Valducci, Cesare Previti, Giuliano Urbani. Collaboratore del Cavaliere già dalla fine degli anni Settanta per Publitalia ’80 e Fininvest Rai. Nel corso degli anni, due eventi giudiziari segnano negativamente la storia di Marcello Dell’Utri. Condannato a 7 anni di reclusione, nel 2014, per concorso esterno in associazione mafiosa e a 12 anni, nel 2018, nella discussa vicenda giudiziaria Stato-mafia. Quattro anni dopo, nel settembre 2021, Dell’Utri viene assolto in appello per non aver commesso il fatto.

L’incontro con Silvio Berlusconi all’Università di Milano, dove si laurea in Giurisprudenza. Un’amicizia che si consolida da subito, infatti, a soli 23 anni, Dell’Utri diventa il segratario personale dell’ex premier. Tra il 1965 e il 1973, si sposta tra Roma, Catania e Palermo per ricoprire diversi incarichi tra il Gruppo Sportivo ELIS, l’Athletic Club Bacigalupo, la Cassa di Risparmio delle Province Siciliane, e Sicilcassa. Nel ’74 poi, richiamato da Berlusconi, torna a Milano per seguire i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, appena acquistata.

L’ultimo dono di Berlusconi

Era un personaggio unico e lo è sempre stato“. Così, Marcello Dell’Utri ricorda il suo grande amico Silvio Berlusconi, scomparso il 12 giugno 2023. Un legame durato sessantanni che, l’ex premier, ha voluto rinnovare e ricordare anche nel suo testamento con un lascito di 30 milioni di euro al suo grande amico, fidato collaboratore e custode dei suoi segreti. Una notizia che ha sorpreso tutti, anche lo stesso Dell’Utri che si è detto incredulo per il gesto.

I rapporti con la mafia e la bancarotta fraudolenta

L’arrivo del pregiudicato Vittorio Mangano ad Arcore cambia le cose. Il giovane mafioso, esponente di spicco del clan di Porta Nuova a Palermo, accende i riflettori sia sul segretario Dell’Utri che sull’imprenditore, Silvio Berlusconi. Tuttavia, secondo quando dichiarato da entrambi, i due erano ignari delle attività criminali di quest’ultimo. Dell’Utri, infatti, avrebbe portato il mafioso nella villa di Arcore per assumerlo con la mansione di “stalliere”. Versione che però non ha convinto il Tribunale di Palermo secondo il quale, invece, i rapporti erano di altra natura e l’uomo era stato assunto per scongiurare eventuali rapimenti di familiari dell’imprenditore.

Nel 1977, viene assunto nella compagnia di costruzioni INIM di Filippo Alberto Rapisarda, in virtù del rapporto che li legava dall’infanzia. L’amicizia tra i due si sgretola quando Dell’Utri, accusato di aver distratto fondi dalle casse della società, viene licenziato dalla compagnia. La società verrà catalogata, in un rapporto della Criminalpol come “gestita dalla mafia per il riciclaggio di denaro sporco derivante da illeciti“. Mentre Rapisarda si da alla fuga come latitante in Venezuela, il dirigente diventa amministratore delegato della Bresciano Costruzioni dove, nel giro di qualche anno sarà indagato per bancarotta fraudolenta.

Il braccio destro del Cavaliere

Nel 1982 comincia la sua storia a fianco di Silvio Berlusconi. In quegli anni, diventa prima amministratore di Publitalia ’80 e nel 1984, diventa amministratore delegato del gruppo Fininvest. Ma i guai per Dell’Utri non sembrano ancora finiti. Nel 1983, nel corso di un blitz, viene trovato a casa del boss catanese Gaetano Corallo e ancora nel 2004 viene condannato, insieme a Vincenzo Virga, per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa, presidente della Pallacanestro Trapani ed ex senatore del Partito Repubblicano Italiano, per la frase incrimita “Mi manda Dell’Utri” in cui, stando ai racconti di quest’ultimo, il mafioso avrebbe fatto visita a Garraffa. Versione confermata poi sia da Dell’Utri che da Virga con l’aggiunta di un particolare: anche l’ex senatore conosceva il boss trapanese.

L’esordio in politica con Forza Italia

Nel ’93, con Silvio Berlusconi, fonda Forza Italia. Nel 1996 diventa deputato di Forza Italia al Parlamento nazionale e nel 2001 viene eletto al Senato.