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Chi è l’uomo delle Agorà di Letta finito in un’inchiesta

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Nicola Oddati, dirigente Dem e responsabile della Agorà democratiche è stato prima braccio destro di Nicola Zingaretti e attualmente lo era di Enrico Letta. Promotore di ‘Piazza Grande’, ispiratore della rete ‘Prossima’ e responsabile delle ‘Agorà democratiche’ è stato coinvolto il 27 aprile scorso da un’inchiesta campana su un caso di turbativa d’asta e si è dimesso il giorno successivo da tutti gli incarichi di partito.

Chi è Nicola Oddati

Nicola Oddati, salernitano, ha ricoperto diversi incarichi locali e nazionali con la FGCI, la CGIL, il PDS, i DS, il PD. È stato assessore al comune di Napoli negli anni novanta, nella giunta Iervolino. Ex coordinatore della segreteria nazionale del Pd con Nicola Zingaretti, attualmente dirigeva l’ufficio di rappresentanza della Regione Campania a Roma ed era il coordinatore e responsabile delle Agorà democratiche. Tra i promotori di Prossima, rete interna ai Dem, nata come “rete politico culturale aperta, che ha legami con l’esterno”, per qualcuno un contenitore dell’ala più sinistra del partito, nata dopo il passaggio dalla segreteria Zingaretti  a quella Letta. Esponente di spicco del Pd napoletano, figura anche alla Scabec, società culturale (tutta pubblica) fortemente voluta dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Con una lettera al segretario nazionale, Oddati si è dimesso da tutti gli incarichi di partito e autosospeso dagli organismi di cui componente, immediatamente dopo essere stato coinvolto nell’inchiesta della Procura di Napoli su appalti pubblici per i lavori al rione Terra di Pozzuoli.

 Da Zingaretti a Letta

Nel 2018, Nicola Zingaretti lo sceglie come suo braccio destro nella corsa alle Primarie del Partito Democratico. E grazie ad Oddati, nasce il progetto ‘Piazza Grande’, per allargare e rivitalizzare il Pd, luogo di incontro tra pensieri e visioni differenti. Nel pensiero di Oddati, l’allora battaglia contro il centrodestra di governo (insieme al movimento 5S) dopo le elezioni del 4 marzo 2018, doveva passare attraverso un processo di rigenerazione della politica Dem, contro il leaderismo della precedente segreteria Renzi: “Un leader non può fare da solo, deve essere la sfida di un intero popolo che si rimette in cammino”, disse Nicola Zingaretti ad ottobre del 2018. Venivano così gettati i semi per un ritorno al cosiddetto campo largo dei progressisti e del centrosinistra.

Dopo le sue dimissioni, improvvise e polemiche, a marzo del 2021 viene eletto segretario Enrico Letta, che mantiene e recupera la figura di Oddati e lo elegge poi a responsabile delle Agorà democratiche. Nel maggio del 2021, è tra gli ispiratori della rete ‘Prossima’, persone, esperienze e d associazioni che intendono fare politica di prossimità , vicina alla vita e ai bisogni dei cittadini. E alle critiche di chi, in quel momento, la rappresentava come una semplice corrente interna al Pd (che raccoglieva i tanti esponenti di sinistra più vicini a Nicola Zingaretti), lo stesso Oddati rispondeva: “Non è l’ennesima corrente del Partito Democratico: è un laboratorio per portare avanti le idee della sinistra.”

Le Agorà democratiche

E sempre nel solco dell’antileaderismo e con la volontà di realizzare il campo largo tanto voluto da Letta, a settembre del 2021 (in occasione della Festa Nazionale del Pd a Bologna) vedono la nascita le Agorà democratiche, che lo stesso Oddati in un’intervista del dicembre 2021 all’Avvenire racconta come: “un salto di qualità dell’idea di ‘Piazza grande’ della segreteria Zingaretti.” Lo stesso Letta delle Agorà dice: “Cambieranno il nostro partito, cambieranno la democrazia italiana, cambieranno il nostro Paese.”

L’idea obiettivo di Oddati (pienamente in linea con le indicazioni politiche della Segreteria Letta) è quella di utilizzare i meccanismi della democrazia partecipativa (una sorta di Primarie delle idee), in modo da far produrre alla platea larga dei partecipanti alle agorà, i temi e le idee su cui fondare la piattaforma programmatica del Pd alle prossime elezioni politiche 2023. Sempre senza trascurare il campo largo: alla fine dei lavori, le 100 proposte ritenute più forti (quelle che Letta ha indicato di “intelligenza collettiva”) saranno quelle che verranno inserite nel programma Dem per le elezioni politiche (alcune diventeranno proposte di legge, altre programma di governo), nell’idea che questo significhi finalmente poter raggiungere la tanto ricercata vocazione maggioritaria, riscrivendo anche in parte l’identità del partito.

Alla fine del 2021, erano circa 300 le Agorà svolte con oltre 400 proposte e una partecipazione di circa 80mila persone. Per allargare ancor di più il campo e garantire il percorso di discussione, le Agorà si avvalgono di 6 osservatori esterni (Carofiglio, Schlein, Riccardi, Frassoni, Furlan, Cottarelli) e del supporto di associazioni e esperienze della società civile.

@L_Argomento

(Fonte: twitter profile Oddati)

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