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Berlusconi ringrazi tutti e candidi Casellati al Colle. L’appello di Suor Anna Monia Alfieri

L’esperta giurista a L’Argomento: “Col covid bisogna convivere, al ministro Bianchi va la nostra gratitudine: dietro le violenze a Milano c’è anche la scuola chiusa. Metsola presidente del Parlamento Ue? Un grande segno: per gli uomini che non temono un leader donna e per le donne che finalmente fanno squadra”

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Silvio Berlusconi potrebbe fare un grande gesto, ringraziare tutti per lo sforzo e candidare al Colle una donna come Elisabetta Casellati. E’la previsione che dalle colonne de L’Argomento avanza Suor Anna Monia Alfieri, nota istitutrice ed anche religiosa italiana che si rivolge anche ai segretari politici, chiamati ad una sfida: siano capaci di candidare al Quirinale una donna non in quanto genere, ma perché leader. “Un messaggio del genere in queste ore sarebbe molto interessante verso le giovani donne del nostro paese che, così, imparerebbero anche a valorizzare le loro colleghe”. E sulla scuola in presenza dice che…

Che segnale è l’elezione dell’eurodeputata maltese e membro del Ppe Roberta Metsola a presidente del Parlamento europeo?

Molto positivo. Ho osservato con un certo dispiacere l’aumento dei casi di violenza sulle donne, provando a pormi nell’ottica non della soluzione tampone ma andando alle radici del problema. La violenza sulle donne che aumenta è il segno di una scarsa considerazione della donna, non solo come donna in sé. In Italia abbiamo avuto delle politiche molto importanti a favore della parità di genere, a cui siamo sinceramente grati. Il punto però non riguarda né le quote rosa né le categorie.

Ovvero?

Io guardo molto al soggetto e non alle categorie, ma non posso non misurami sulla denigrazione che ancora riguarda la donna. Tutta la classe politica femminile è scesa trasversalmente in campo in Parlamento attorno al codice rosso o alle pari opportunità, creando un senso di aspettativa nelle nostre giovani che sperano poi di poter smarcare le donne, emancipandole anche dalle politiche di assistenzialismo. Cosa che, poi, non avviene.

Per quali ragioni?

Queste donne, che sono unite di fronte al superamento della discriminazione, poi non riescono altresì ad unirsi nella valorizzazione della collega leader: un elemento altamente diseducativo verso le nostre giovani donne e verso i nostri ragazzi. Nella mente di questi ultimi si crea un corto circuito, per il quale si chiedono: ‘fin quando ti devo difendere perché sei un soggetto minoritario bene, ma poi non sei uguale a me e non riesci a fare quel salto’.

MARIA ELISABETTA ALBERTI CASELLATI POLITICO

Una donna sarebbe perfetta anche al Quirinale? E perché nessuno tra coloro che sostengono la parità di genere ne sta parlando?

Ho salutato come elemento positivo il fatto che alcuni grandi elettori abbiano iniziato a parlare di una candidata oltre che di altri candidati, perché il linguaggio educa. Le donne al momento riescono a difendere la collega quando si trova in una posizione di inferiorità, ma non fanno altrettanto quando si tratta di doverla valorizzare. Non dimentichiamo che abbiamo avuto una sinistra che è stata incapace di valorizzare le donne, perciò abbiamo dovuto ricorrere alle quote rosa. Oggi i segretari politici sono chiamati ad una sfida: siano capaci di candidare al Quirinale una donna non in quanto genere, ma perché leader. Un messaggio del genere in queste ore sarebbe molto interessante verso le giovani donne del nostro paese che, così, imparerebbero anche a valorizzare le loro colleghe. Ci indignamo che il presidente turco Erdogan non predisponga una sedia per la Presidente della Commissione Ue, von der Layen, ma poi oltre non sappiamo andare. Quindi l’elezione di Metsola a presidente del Parlamento europeo è un grande segno: per gli uomini che non temono un leader donna e per le donne che finalmente fanno squadra.

Intanto la scuola è ripresa dopo Natale tra contagi e polemiche: è stato giusto riaprirla senza attendere di vaccinare i più piccoli?

E’stato giustissimo riaprirla, al ministro dell’Istruzione Bianchi va la nostra gratitudine. La scuola dopo Natale doveva riaprire in una perfetta continuità, e così è stato, perché le premesse le avevamo create. Nel 2020 abbiamo avuto politiche estremanente superficiali che hanno ignorato le tre azioni da mettere in campo: una cabina di regia statale, tavoli di concertazione Stato-Regioni e tavoli locali per mettere assieme scuole statali e scuole paritarie. Il risultato è stato l’acquisto ridicolo dei banchi a rotelle.

Cosa andava fatto invece?

Certamente le difficoltà sono immani però bisogna avere in mente un passaggio chiave: con il covid è necessario convivere. Se non lo si comprende, allora dovremmo spegnere la luce in tutto il mondo, scuola compresa, per due anni. Ma dal momento che non è possibile, allora meglio tenere accesa quella luce con i necessari accorgimenti perché per timore di vivere non si può morire. E’stata la scuola chiusa a far aumentare i contagi, visto che poi gli alunni sono andati altrove. Per questa ragione immaginerei di prevedere la dad solo per i positivi e non per l’intera classe. Dallo scorso marzo, avendo invocato il governo di unità nazionale, abbiamo avuto la più ampia campagna vaccinale che ha portato la quasi totalità dei docenti ad essere vaccinati. In Lombardia, dove vivo, è stato fatto un censimento delle scuole statali e di quelle paritarie per ‘passare’ ambienti come le chiese e i teatri alla scuola pubblica. Il piano del ministro, con le scuole aperte a luglio e ad agosto, è servito per contrastare la dispersione scolastica. E poi non trascurerei un fattore sì sociale ma anche legato alla cronaca. Dietro gli ultimi episodi di violenza tra giovanissimi a Milano c’è la scuola chiusa, perché molti ragazzi hanno perso i punti di riferimento, hanno perso anche i semplici orari di un impegno fisso e costante. Il risultato è stato un divario importante tra nord e sud.

Dopo la parentesi del Colle cosa accadrà?

Il covid ci ha insegnato che l’incompetenza e la superficialità (come il Parlamento paragonato ad una scatoletta di tonno) le abbiamo pagate molto care. Allora forse il profilo giusto per il Colle, oltre ad essere ovviamente costituzionale, è quello che sarà capace di tenere il punto dinanzi ad una classe politica che è migliorata, ma che ha ancora davanti un lungo percorso di crescita sul senso delle istituzioni. Lo dimostra la nostra storia recente: nel 2018 nella composizione dei due governi pre-Draghi l’allora capo del M5s propose di mettere sotto l’accusa di impeachment il Capo dello Stato. Un rischio gravissimo, senza alcun fondamento costituzionale, che trasformava la crisi da politica a istituzionale, dinanzi ad un popolo spaccato in due. La storicità nelle burrasche salva sempre: Forza Italia e il Pd dissero no e fermarono quell’azione. Abbiamo poi avuto la fortuna di avere un Presidente della Repubblica non solo di alto profilo, ma anche capace di assorbire dentro di sé tutte queste accuse. Sarebbe bastato che avesse evidenziato una specie di recriminazione, per far smarrire ancora di più il popolo italiano.

Quindi?

E’stata quella levatura a permettere la nascita di un governo per uscire da una possibile crisi istituzionale, prima che sociale. Pensiamo un momento a cosa avrebbe voluto dire per noi affrontare la pandemia senza quella svolta di Mattarella, per cui abbiamo avuto bisogno di un governo di unità nazionale per rilanciare nel paese-Italia competenza, credibilità e coraggio. Questo passato è utile per lanciare delle coordinate da seguire nell’elezione del Presidente della Repubblica: deve essere una figura capace di gestire quella frangia politica, ancora presente, che è stata capace prima di accusare Mattarella di impeachment e un attimo dopo chiedergli aiuto col cappello in mano per comporre un governo. Io penso che si vincerà con la formula Draghi-Mattarella-Casellati. Per cui rivolgo un appello a Silvio Berlusconi: faccia un grande gesto, rinunci alla corsa per il Colle e candidi Elisabetta Casellati.

@L_Argomento

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