Accadde oggi, 7 luglio 1946: la fondatrice delle Missionarie del Sacro Cuore, Francesca Saverio Cabrini, fu proclamata Santa da Pio XII. La canonizzazione fu accolta con una grande festa fuori la basilica di San Pietro in Vaticano, con migliaia di fedeli che vi accorsero con grande entusiasmo. Di quel giorno si ricorda lo stendardo in cui figurava la Santa con lo sfondo dei grattacieli di New York, città in cui Francesca Saverio fece costruire ospedali, scuole e orfanotrofi.
Alla Santa originaria di Sant’Angelo Lodigiano si deve la fondazione delle Missionarie del Sacro Cuore, una congregazione sparsa in tutto il mondo che si prende cura degli orfani, dei figli degli emigrati e di chiunque si trovi in stato di disagio. Ma vediamo di conoscere meglio la personalità religiosa a cui è dedicato questo importante anniversario.
Cenni sulla vita di Francesca Saverio
L’appuntamento con la storia oggi riguarda un evento religioso: come si accennava nell’apertura, il 7 luglio 1946 Francesca Saverio Cabrini fu proclamata Santa; quattro anni dopo, invece, le spettò il riconoscimento di protettrice dei migranti. La Santa viene ricordata per il suo lascito prezioso alla comunità cattolica e alla società intera: la congregazione da lei fondata è composta da suore scrupolosamente formate per educare bambine e ragazze, nonché favorirne l’ingresso nella società e nel mercato del lavoro.
La religiosa e missionaria di cui oggi si commemora la canonizzazione, nacque nel 1850 a Sant’Angelo Lodigiano, un piccolo comune lombardo in provincia di Lodi, dove all’età di undici anni si consacrò a Dio. La giovane fu avviata agli studi in un collegio di suore, che terminò brillantemente diventando maestra. Alla carriera scolastica Francesca preferì entrare in un convento di suore, impresa che non le fu facile per via della sua salute cagionevole.
Mossa da un notevole spirito di iniziativa, nonché ispirata da San Francesco Saverio, la futura santa fondò a Lodi la congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore, con l’obiettivo di accogliere e istruire ragazze e giovani donne. Le stesse sarebbero state poi avviate alle professioni sanitarie e all’insegnamento. Desiderosa di aiutare le popolazioni povere dell’Asia, Francesca Saverio chiese a Papa Leone XIII di poter partire per la Cina, ma egli le indicò l’America come destinazione, una terra piena di emigrati italiani con grosse difficoltà di inserimento nel tessuto sociale.
L’esperienza americana e i viaggi missionari
Francesca Saverio accolse la proposta del Papa e si diresse verso il Nord America, dove entrò in contatto con la popolazione locale, imparò l’inglese e si adoperò per aiutare gli emigrati italiani a integrarsi nella società americana. A New York Francesca Saverio costruì ospedali, scuole, orfanotrofi e educandati, dove i figli degli emigrati potevano ricevere una buona istruzione.
La Santa viene ricordata come una donna instancabile: si recò in Argentina, in Perù e in Nicaragua per convertire al Cristianesimo le popolazioni locali, che mai erano entrate in contatto con i bianchi. Si contano circa 20 viaggi transatlantici di Francesca Saverio: accompagnava lei stessa gli emigrati in cerca di condizioni di vita migliori nel ‘Nuovo Mondo’. Dalla sua opera prese ispirazione il moderno servizio sociale, ulteriore motivo per riconoscere alla santa di origine italiana un contributo notevole alla comunità cristiana e alla società intera.




