Esercitazione militare in Norvegia: alcune auto elettriche a noleggio registravano video

Durante Hovedstad 2026 alcune elettriche a noleggio registravano video. I soldati li hanno scoperti: filmati cancellati, nessuna prova di trasferimenti esterni.

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I militari si addestravano a difendere la capitale norvegese, mentre alcune auto elettriche prese a noleggio registravano ciò che accadeva intorno a loro. A scoprire i filmati sono stati gli stessi soldati: la segnalazione è partita immediatamente e le registrazioni sono state cancellate.

L’episodio riguarda Hovedstad 2026, l’esercitazione che dal 14 al 18 settembre ha coinvolto quasi 5.000 militari tra Oslo e Akershus. Solleva un problema concreto per la sicurezza: come gestire le telecamere e la memoria dei veicoli moderni quando vengono impiegati in attività militari. Ma c’è un limite importante alle informazioni disponibili: nessun documento ufficiale dimostra che i video siano stati trasferiti fuori dalle vetture.

La scoperta dei soldati e la risposta del ministro

La conferma più precisa arriva dalla risposta scritta del ministro della Difesa, Tore O. Sandvik, a un’interrogazione parlamentare di Himanshu Gulati, esponente del Partito del Progresso. Sandvik ha riferito della scoperta da parte dei soldati, della segnalazione immediata e della successiva eliminazione dei filmati.

Le forze armate hanno inoltre chiesto alla società di autonoleggio un elenco completo delle automobili utilizzate durante le attività. I documenti ufficiali non indicano però né la marca né il modello dei mezzi che stavano registrando.

Nell’interrogazione, Gulati sostiene che le riprese siano avvenute senza che i militari ne fossero consapevoli e che abbiano incluso, fra le altre cose, codici di sicurezza. Il ministro non ha contestato questa ricostruzione, ma il dettaglio sui codici resta un elemento riportato nella domanda parlamentare, distinto dalle conferme esplicite sulla scoperta e sulla cancellazione dei video.

Una grande esercitazione, senza una valutazione specifica sui noleggi cinesi

Secondo la presentazione delle forze armate, Hovedstad 2026 era la maggiore esercitazione annuale della Guardia nazionale norvegese. Era anche la prima, dopo molti anni, a coinvolgere contemporaneamente l’intero distretto di Oslo e Akershus. Una parte degli spostamenti è stata effettuata con mezzi a noleggio.

Prima dell’addestramento era stata predisposta una valutazione delle minacce che comprendeva i rischi digitali. Sandvik ha tuttavia riconosciuto che non era stata svolta un’analisi specifica sull’impiego di auto cinesi a noleggio, perché erano già operative misure di protezione di base.

L’interrogazione richiama anche la catena societaria del fornitore. Nel registro delle imprese norvegese, le sedi Hertz di Oslo risultano filiali di First Rent A Car Norway AS. Nel 2017 Volvo Car Corporation notificò alle autorità europee l’acquisizione del controllo esclusivo di First Rent A Car, attiva nel noleggio in Svezia, Norvegia e Danimarca. Gulati evidenzia il collegamento che, attraverso Volvo Cars, conduce al gruppo cinese Geely.

Questi rapporti societari non dimostrano però che le immagini siano state trasmesse a soggetti esterni. Né consentono di identificare le vetture coinvolte, rimaste senza marca e modello nei documenti ufficiali.

Il problema dei video che restano nell’auto

Molte elettriche moderne utilizzano le telecamere perimetrali e quelle dei sistemi di assistenza alla guida anche per funzioni di dashcam o sorveglianza durante la sosta. Le registrazioni possono finire nella memoria interna oppure su un supporto USB.

In un’auto a noleggio, il passaggio da un cliente all’altro non comporta necessariamente la cancellazione di questi contenuti. Se manca un’eliminazione deliberata dei dati, i filmati possono rimanere disponibili anche dopo la riconsegna. Il rischio, quindi, non dipende soltanto da un’eventuale trasmissione a distanza: riguarda anche ciò che un utilizzatore successivo potrebbe trovare a bordo.

La gestione delle flotte diventa così parte della questione. Pulire e ricaricare una vettura non equivale a ripulirne la memoria. Inoltre, in Europa, le immagini che permettono di identificare persone costituiscono dati personali: conservarle involontariamente può creare anche problemi di conformità.

La Norvegia punta su controlli e restrizioni mirate

Per Sandvik, il rischio di raccolta tramite sensori non riguarda soltanto i veicoli cinesi. Può interessare qualsiasi mezzo moderno, compresi furgoni per le consegne e auto private dei dipendenti della Difesa, oltre a telefoni e smartwatch, indipendentemente dal produttore.

Alcune unità impongono già di lasciare le vetture private fuori dagli accampamenti. Per aree specifiche resta possibile vietare l’ingresso ai mezzi dotati di sensori e telecamere moderni. Al momento, invece, non viene considerato opportuno un divieto generale per le automobili prodotte in Cina nei siti della Difesa.

È un’impostazione diversa da quella statunitense: le regole del Dipartimento del Commercio sui veicoli connessi vietano software di connettività legati a Cina e Russia dal model year 2027 e hardware dal model year 2030.

Il ministro norvegese ha indicato nella scoperta dei soldati un segnale della consapevolezza necessaria nelle forze armate. Il punto documentato resta questo: alcune vetture registravano durante l’esercitazione e i militari se ne sono accorti. Non è stato dimostrato un caso di spionaggio, ma è emerso un rischio nella gestione dei dati conservati a bordo.

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2 commenti
  1. Davide · 20/10/2026 · 4:56 PM

    Ma chi controlla davvero quali dati raccolgono le auto a noleggio? Servono regole chiare e informazioni comprensibili per chi le usa.

  2. Giulio · 20/10/2026 · 4:55 PM

    Un episodio che fa riflettere: durante un’esercitazione militare la riservatezza dovrebbe essere una priorità assoluta. Bene che i soldati se ne siano accorti subito.

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