Fedez critica i rapper vicini alle proteste di Milano: il messaggio sui social
Fedez attacca sui social i rapper solidali con le proteste di Milano: la critica al lusso esibito e il riferimento indiretto a Marracash.
Da una parte la solidarietà ai ragazzi che protestano, dall’altra l’esibizione della ricchezza che alimenta la loro frustrazione. È questa la contraddizione al centro dell’intervento di Fedez, che sui social di Pulp Podcast ha rivolto una dura critica agli artisti, soprattutto rapper, schierati accanto ai protagonisti delle proteste di Milano.
Il testo, firmato con il suo nome, Federico Lucia, prende le mosse dai disordini avvenuti nel fine settimana, durante e dopo le manifestazioni contro il caro vita. In città ci sono stati danneggiamenti alle vetrine, saccheggi nei negozi e scontri violenti con le forze dell’ordine. Ma il punto su cui il cantante insiste è il rapporto tra chi manifesta e chi, dal mondo dello spettacolo, ne sostiene pubblicamente la rabbia.
Il lusso esibito e la vicinanza ai manifestanti
Per Fedez, gli artisti non possono considerarsi estranei al modello di successo contro cui si indirizza una parte della protesta. La presenza alle sfilate e la pubblicazione sui social di orologi costosi, abiti e viaggi contribuiscono, nella sua lettura, a rendere desiderabile proprio quel benessere che molti giovani non possono raggiungere.
La critica non viene formulata come se riguardasse soltanto gli altri. Il rapper include esplicitamente se stesso tra coloro che hanno promosso quell’immaginario, ricordando di avere esposto pubblicamente anche aspetti della propria vita che andavano oltre il lusso. Rivendicare i risultati ottenuti, osserva, è qualcosa che accomuna chi ha compiuto quel percorso.
Da qui nasce la sua contestazione: alcuni personaggi pubblici celebrano le proteste presentandosi come parte dello stesso mondo dei manifestanti, senza riconoscere di essere a loro volta protagonisti del sistema di aspirazioni e consumi preso di mira. Secondo Fedez, quella vicinanza rischia così di diventare una scelta di convenienza, anziché un’autentica condivisione della condizione di chi scende in strada.
Il riferimento non esplicito a Marracash
Un passaggio dell’intervento restringe il bersaglio della polemica. Fedez richiama la fotografia di un artista con il sindaco Giuseppe Sala alla prima della Scala e mette in discussione la coerenza tra quella partecipazione e il successivo sostegno alle devastazioni che gli attribuisce.
Il nome non compare nel messaggio. Il riferimento sembra però essere a Marracash, presente alla Prima nel 2019 insieme a Elodie e oggi schierato con i manifestanti. Si tratta dunque di un richiamo indiretto, non di un destinatario dichiarato da Fedez nel suo testo.
Il ragionamento del cantante ruota attorno all’opportunità: si domanda perché fosse accettabile mostrarsi accanto alle istituzioni in quell’occasione e perché, adesso, venga sostenuto il saccheggio. A suo giudizio, dietro entrambe le posizioni potrebbe esserci la ricerca di ciò che conviene nel momento, pur trattandosi di atteggiamenti che considera contraddittori.
La rabbia sociale letta attraverso la propria storia
Questo attacco agli artisti si accompagna al riconoscimento della frustrazione dei giovani. Fedez richiama la propria esperienza per spiegare di conoscere il percorso che porta dalle difficoltà economiche all’affermazione nel rap e, successivamente, all’esibizione dei risultati materiali raggiunti.
Nel racconto compaiono il disagio di vivere in una casa poco accogliente in periferia, l’insoddisfazione legata alla scuola o al lavoro e l’impossibilità di acquistare qualcosa di desiderato. A queste sensazioni contrappone quelle provate quando arrivano i guadagni: l’entusiasmo e il bisogno di mostrare agli altri la distanza percorsa rispetto alla situazione di partenza.
È attraverso questa esperienza che interpreta la rabbia rivolta contro le vetrine del centro. Non afferma di conoscere personalmente i ragazzi coinvolti, ma di riconoscere la loro condizione. Quegli spazi rappresentano, nella sua analisi, beni rimasti fuori dalla portata di chi protesta, così come un tempo erano fuori dalla sua.
L’avvertimento ai giovani: attenzione a chi usa la protesta
Il messaggio conclusivo si rivolge soprattutto ai manifestanti. Per Fedez, il rischio di essere strumentalizzati arriva sia da chi condanna le proteste sia da chi le trasforma in un segno della propria appartenenza. In entrambi i casi, sostiene, i ragazzi possono diventare strumenti di interessi altrui senza ricavarne alcun vantaggio.
Il rapper contesta in particolare una solidarietà esibita per conquistare pubblico. Spiega di non riuscire ad associarsi a quel tipo di sostegno e invita a diffidare delle dichiarazioni di vicinanza degli artisti ricchi: alla partecipazione emotiva di oggi, avverte, possono seguire nuove celebrazioni del denaro e del successo personale.
L’immagine con cui riassume la distanza è quella del cantante che torna alle sfilate di Louis Vuitton mentre i giovani restano esclusi dal benessere rappresentato. Anche in questa responsabilità Fedez comprende se stesso: il mondo del rap, sostiene, ha contribuito ad alimentare una parte del risentimento sociale di cui ora discute.

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