Cereali proteici, i 4 promossi da una dietista dopo averne provati 17

Una dietista ha provato 17 cereali proteici e ne ha scelti quattro: punti di forza, valori nutrizionali e limiti dei prodotti promossi.

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Più proteine non bastano a rendere buona una ciotola di cereali. Contano anche la croccantezza, il sapore che resta dopo ogni cucchiaio e il rapporto tra fibre e zuccheri aggiunti. Lo mostra la prova della dietista Kelli McGrane: dopo aver assaggiato 17 cereali proteici, ne ha selezionati quattro, ciascuno con punti di forza e qualche compromesso.

La scelta non premia soltanto i valori nutrizionali. Tra i prodotti esaminati, alcuni hanno convinto per il gusto, altri per una lista di ingredienti essenziale o per il contenuto di fibre. Nessuno, però, soddisfa tutte le caratteristiche che la dietista cerca in questa categoria.

Come si è svolta la prova

McGrane ha individuato nove marchi dopo aver consultato etichette, ingredienti, suggerimenti sui social e su Reddit, verificando anche quali prodotti fossero reperibili nei negozi. Per entrare nella selezione iniziale servivano almeno 8 grammi di proteine per porzione. Per molti marchi sono stati provati più gusti.

Gli assaggi si sono svolti a casa, con latte intero e con il contributo della famiglia per giudicare sapore e consistenza. Alcuni dei vincitori sono stati successivamente consumati anche con bevanda d’avena.

Ogni prodotto ha ricevuto un voto da 1 a 5 in sei categorie: gusto, retrogusto, consistenza, profilo nutrizionale, ingredienti e gradimento complessivo, per un massimo di 30 punti. Nella valutazione nutrizionale rientravano proteine, fibre, zuccheri aggiunti e grassi saturi; per gli ingredienti, erano favorite liste brevi e riconoscibili.

Kashi Go Peanut Butter Crunch: la scelta per le fibre

Chi cerca anche un apporto consistente di fibre trova nel Kashi Go Peanut Butter Crunch il prodotto premiato per questa caratteristica. Una porzione da 56 grammi contiene 10 grammi di fibre e altrettante proteine, con 220 calorie, 9 grammi di zuccheri aggiunti e un grammo di grassi saturi.

Il punteggio complessivo è stato il più alto del test, a pari merito con Magic Spoon Fruity. McGrane ha apprezzato il sapore pieno del burro di arachidi, privo di note artificiali, e una croccantezza varia da un boccone all’altro. Rimane soltanto una lieve sensazione polverosa nel retrogusto.

La ricetta si basa su cereali integrali e vero burro di arachidi ed è adatta a un’alimentazione vegana. I limiti sono soprattutto gli zuccheri aggiunti, superiori alla quantità preferita dalla dietista, e le calorie: è il prodotto più calorico tra quelli provati. Anche la lista degli ingredienti contiene qualche additivo in più rispetto ad altre opzioni.

Seven Sundays: pochi zuccheri aggiunti, senza sostituti dello zucchero

Il riconoscimento per il basso contenuto di zuccheri va ai Seven Sundays PB Puffs Chocolate Peanut Butter. Per una porzione da 40 grammi apportano 170 calorie, 10 grammi di proteine, un grammo di zuccheri aggiunti, un grammo di fibre e un grammo di grassi saturi.

A distinguerli è anche l’assenza di monk fruit e di altri sostituti dello zucchero. La dolcezza arriva da datteri, sciroppo d’acero e sciroppo di datteri. La lista degli ingredienti è breve e perlopiù riconoscibile, ma al primo posto figurano le proteine di pisello, non un cereale integrale.

Cioccolato e arachidi hanno un’intensità contenuta, con un retrogusto molto pulito. Secondo McGrane, l’abbinamento con una bevanda più dolce, come quella d’avena, funziona bene. La consistenza è particolarmente croccante, persino troppo per le sue preferenze alla lunga. Tra i compromessi restano il prezzo elevato e la scarsità di fibre. Il prodotto è vegano e senza glutine.

Three Wishes Cocoa: promossi per gli ingredienti

Nella categoria dei prodotti senza cereali, la scelta è Three Wishes Cocoa. Il primo ingrediente è la farina di ceci; la ricetta non contiene aromi o coloranti artificiali ed è vegana. È inoltre priva di riso, latte, avena, arachidi, soia, mais e glutine.

Una porzione da 35 grammi fornisce 130 calorie, 8 grammi di proteine, 3 grammi di fibre e 3 grammi di zuccheri aggiunti, senza grassi saturi. Proprio le proteine rappresentano il limite individuato dalla dietista: sono poco superiori a quelle di un cereale convenzionale. Il suo suggerimento è abbinarli a latte o bevanda di soia.

All’assaggio il cacao rende più piacevole un gusto poco dolce, con una leggera nota terrosa e un retrogusto percepibile di monk fruit. La croccantezza ha convinto McGrane, mentre il sapore delicato non ha conquistato i suoi figli.

Magic Spoon Fruity: il migliore nel complesso

Il titolo di migliore in assoluto va a Magic Spoon Fruity, che ha ottenuto il massimo dei voti per sapore, retrogusto e consistenza. Una porzione da 38 grammi contiene 150 calorie, 13 grammi di proteine, nessuno zucchero aggiunto e un grammo sia di fibre sia di grassi saturi.

Il gusto fruttato, con una nota che il figlio della dietista descrive come simile al limone, si accompagna a una buona tenuta nel latte: dopo cinque minuti si ammorbidisce leggermente, senza diventare rapidamente molle. Il dolcificante risulta quasi impercettibile con latte o bevanda d’avena.

È senza glutine, senza cereali e compatibile con una dieta chetogenica. Non è invece adatto a vegani, persone allergiche al latte o intolleranti al lattosio. Pesano inoltre il costo elevato, le poche fibre e una formulazione basata anche su concentrati proteici, sostituti dello zucchero e oli.

Cosa controllare prima di scegliere

McGrane consiglia di cercare almeno 10 grammi di proteine e 3 grammi di fibre per porzione, mantenendo gli zuccheri aggiunti sotto i 7 grammi. Sono criteri orientativi: nemmeno tutti i prodotti premiati li rispettano contemporaneamente.

Poiché le porzioni cambiano tra i marchi, il confronto delle proteine è più utile su 30 grammi di prodotto o su 100 calorie. Vanno poi controllati origine delle proteine, dolcificanti e compatibilità con eventuali allergie. Anche il prezzo va confrontato a parità di peso, non soltanto per confezione.

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