La Procura di Milano ha effettuato un importante sequestro nella sua indagine riguardante il giovane Leonardo Apache La Russa, di 21 anni, accusato di violenza sessuale da una ragazza di 22 anni. Il telefono cellulare di Leonardo è stato sequestrato, e i procuratori ora sono alla ricerca di foto e messaggi che potrebbero essere stati scambiati tra lui e la presunta vittima.
Il sequestro del telefono di Leonardo Apache La Russa
Il decreto di sequestro è stato notificato a Leonardo La Russa, il quale si è presentato presso gli uffici della Squadra mobile per consegnare il telefono cellulare. L’apparecchio è intestato allo studio legale di cui fa parte anche suo padre, Ignazio La Russa. Gli investigatori ritengono che il telefono fosse di uso esclusivo del giovane e potrebbe contenere elementi utili alle indagini, come foto, messaggi e informazioni sul traffico internet.
Nonostante il sequestro del telefono, la scheda SIM dell’apparecchio non è stata acquisita. Gli inquirenti sono particolarmente interessati alla chiamata effettuata via Instagram da Leonardo alla ragazza il giorno successivo all’incidente, chiamata a cui la vittima non ha risposto per paura.
Cosa hanno scoperto gli inquirenti
L’agenzia di stampa Agi riporta che non tutte le chat del ragazzo verranno copiate o acquisite, soprattutto quelle con “soggetti che sono tutelati dalle garanzie costituzionali”. Questa situazione esclude, ad esempio, le conversazioni con il padre di Leonardo, Ignazio La Russa, il quale è anche avvocato della ragazza e potrebbe essere chiamato a testimoniare. La copia forense del contenuto del telefono sarà effettuata in seguito.
Le dichiarazioni di Ignazio La Russa
Il padre di Leonardo, Ignazio La Russa, è intervenuto per difendere l’onore della sua famiglia da eventuali “speculazioni politiche” legate al caso. Ha dichiarato di avere totale fiducia nel lavoro dei magistrati della Procura ma ha denunciato la stampa e le “associazioni di sinistra” che hanno preannunciato “flash mob politici e diffamatori”.
Nel frattempo, il partito “Non una di meno Milano” ha effettuato un attacco posteriore allo studio legale, suscitando la sua indignazione. Ignazio ha criticato il fatto che alcuni quotidiani e giornali online abbiano confuso i membri della famiglia La Russa nelle foto pubblicate.
Mentre l’indagine è ancora in corso, alcune voci hanno riferito che una ragazza ascoltata dalla procura ha affermato che la presunta vittima non sembrava “particolarmente alterata” nel momento dell’incidente.
La situazione è diventata una questione politica, con diverse fazioni che prendono posizioni diverse riguardo al caso e alle persone coinvolte.




