Accadde oggi, 16 luglio 1945: 78 anni fa gli Stati Uniti testarono la prima bomba atomica della storia, al termine di un progetto ambizioso di nome Manhattan. I lavori per la nascita del primo ordigno nucleare coinvolsero diversi studiosi e fisici di fama internazionale, tra i quali figurò l’italiano Enrico Fermi.
Il governo americano, nel 1942, diede inizio alla progettazione della bomba atomica, in vista del conflitto mondiale già iniziato e soprattutto di una possibile escalation di violenza del regime nazista. Gli Usa erano ossessionati dalla paura che Hitler potesse disporre di un arsenale nucleare, per questo l’allora presidente Roosevelt diede ordine di progettare un’arma di distruzione di massa. Gli scienziati che presero parte al progetto si unirono in petizione per impedire al governatore Usa di utilizzare un’arma micidiale come la bomba atomica, ma pare che gli sforzi furono vani.
Il progetto ‘Manhattan’ e la prima bomba atomica
Come si accennava nell’apertura, il 16 luglio si ricorda l’esplosione del primo ordigno nucleare mai creato prima, avvenuto nel lontano 1945. Da quel momento gli Usa erano in possesso di un’arma in grado di distruggere grosse porzioni di territorio, così come avvenne nell’agosto dello stesso anno, quando furono sganciate le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Alla progettazione della prima bomba atomica lavorò un folto gruppo di scienziati, ingaggiati dagli Usa nell’ambito del progetto Manhattan, che vide nascere alcuni sobborghi ‘nucleari’ in aree sperdute del continente nordamericano. Si trattava di cittadine create appositamente in funzione della bomba atomica, del tutto segrete e persino assenti da ogni mappa. I siti che furono scelti per tale iniziativa furono tre: Oak Ridge nel Tennesse, Los Alamos nel New Mexico e Hanford nello stato federale di Washington.
In queste località furono trasferiti gli scienziati insieme alle loro famiglie, per il periodo di tempo necessario alla realizzazione della bomba atomica, un progetto a cui il governo americano teneva molto. I sobborghi nucleari erano stati concepiti in modo da accogliere case provvisorie – in molti casi si trattava di capanne di compensato – fabbriche, rifornimenti, ma anche scuole e ospedali. Al progetto summenzionato presero parte personalità della scienza illustri, come Robert Oppenheimer e l’italiano Enrico Fermi, i quali consapevoli della pericolosità del mostro che stava venendo fuori, invitarono l’allora presidente Truman a non fare utilizzo della bomba atomica. Per tale causa ci fu una petizione, che però purtroppo non fu ascoltata.
L’esplosione della prima bomba atomica
Nelle prime ore della mattina, del 16 luglio 1945, la prima bomba atomica della storia dell’umanità era pronta per essere testata. Così fu fatta esplodere Gadget in un ameno deserto nordamericano: tutti rimasero impressionati dal terribile squarcio che l’esplosione provocò nei cieli di Los Alamos, provocando un’enorme nube a forma di fungo.
Si narra che le spie americane inviate dal governo Usa in Europa, per raccogliere informazioni sul presunto programma nucleare messo in atto da Hitler, era ancora a uno stadio embrionale, e pertanto gli Stati Uniti avevano il primato di potenza nucleare mondiale. Gli scienziati, di fronte alla terribile esplosione della bomba atomica, provavano orrore per una simile arma di distruzione di massa: a pervaderli fu un senso di sgomento, che li faceva sentire ‘distruttori del mondo’.




