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Accadde oggi: il 15 luglio 1997 Gianni Versace fu assassinato davanti la sua villa a Miami

Pubblicato il · Aggiornato il · Roberto Caffo
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Accadde oggi, 15 luglio 1997: in questo giorno di 26 anni fa, al rientro dalla sua abituale passeggiata mattutina, Gianni Versace venne freddato da due colpi di pistola. A soccorrerlo fu il suo compagno Antonio D’Amico, che chiamò subito il pronto soccorso. Purtroppo una volta arrivato in ospedale, i sanitari non riuscirono a salvarlo e ne accertarono il decesso in quella maledetta mattina di luglio.

La polizia americana si mise subito alla ricerca dei responsabili dell’omicidio, ipotizzando che potesse trattarsi di un colpo della criminalità organizzata. Ma presto si aprì una nuova pista. Le indagini si erano concentrate su un serial killer californiano di origini filippine, dedito alla prostituzione maschile e alla tossicodipendenza. Nonostante il caso sia stato archiviato, perché il colpevole fu trovato morto, la vicenda rimane ancora avvolta dal mistero.

Il caso Versace: lo stilista ucciso a colpi di pistola

Come si accennava nell’apertura, il 15 luglio è una data impressa nella memoria e che ha sconvolto il mondo della moda negli anni Novanta: lo stilista italiano Gianni Versace, acclamato dalle star e dal jet set internazionale per i suoi abiti glamour, fu brutalmente ucciso davanti l’uscio di casa sua, in Florida. Quando l’uomo giaceva immobile a terra in una pozza di sangue, immediatamente furono chiamati i soccorsi dal suo compagno di vita, il modello e imprenditore Antonio D’Amico.

I sanitari tentarono una corsa disperata in ospedale, ma evidentemente i proiettili avevano colpito dei punti vitali e i medici non poterono fare altro che constatarne la morte. Da quel momento fu caccia agli assassini: a poche ore dall’omicidio, fu trovata a terra una colomba bianca morta nei pressi della villa, che la polizia interpretò come la firma della malavita organizzata. Gli investigatori appurarono che la mafia era estranea ai fatti, così si concentrarono sulla cattura di un tossicodipendente dedito alla prostituzione di alto bordo: si trattava di Andrew Cunanan.

Prima di Gianni Versace, Cunanan aveva messo a segno altri quattro omicidi, nei confronti di alcuni partner che frequentava. Stando alle prime ipotesi, il serial killer, dopo aver scoperto di essere sieropositivo decise di eliminare chiunque avesse avuto rapporti intimi con lui, accecato dall’ira della vendetta. Ma il motivo per cui il 28enne si trasformò in un assassino è rimasto ancora un mistero. La sua fuga ebbe fine in una casa galleggiante, dove fu ritrovato morto.

Chi era Gianni Versace

Lo stilista di cui oggi si commemora il giorno della scomparsa nacque nel 1946 a Reggio Calabria: dopo aver conseguito il diploma di liceo classico, Versace si trasferì a Milano con il sogno di diventare un designer di moda. Forte della sua passione per l’abbigliamento, che apprese da sua madre che era sarta, a venticinque anni riuscì a entrare nella prestigiosa maison Jenny; collaborò anche con Complici e con Challagan.

Il successo arriva alla fine degli anni Settanta con la sua prima sfilata presentata a suo nome, mentre gli anni Ottanta segnano l’ascesa dello stilista nell’olimpo della moda. Per lui hanno sfilato le top model più celebri e ricercate, come Naomi Campbell, Linda Evangelista, Claudia Schiffer e Carla Bruni.