Il 20 settembre la chiesa cattolica celebra i Santi Martiri Coreani. In questa giornata così particolare e sentita i cristiani celebrano Andrea Kim Taegon, Paolo Chong Hasang e 101 compagni. L’emblema di questa giornata è sicuramente la Palma e in questo giorno si venera la fede cristiana coraggiosa di questi uomini che per la prima volta portarono la parola del Signore in terra atea. Tra questi c’erano tre vescovi, otto sacerdoti mentre tutti gli altri erano laici.
La Chiesa coreana
Ma cos’ha di particolare la Chiesa coreana? Si tratta dell’unica fondata e sostenuta da laici. Agli inizi del 1600 la fede cristiana comparve in Corea per la prima volta grazie a quelle che erano delle delegazioni inviate a Pechino in Cina. L’obiettivo era lo scambio culturale e tutto portò a una fervente aria di cambiamento. Proprio in Cina i coreani vennero a contatto con la fede cristiana, portando in patria quello che era il pensiero di due uomini di fede come Padre Matteo Ricci e Lee Byeok. Proprio da questi particolari fu fondata la comunità ecclesiastica che diede sostegno a un movimento in fervente crescita.
Fu forte l’opposizione e furono appunto 103 i martiri che furono uccisi per provare a far rispettare il loro pensiero. Ancora oggi in tutto il mondo vengono ricordati per il loro integerrimo sforzo che portò alla fine dell’oppressione e aprì la strada per i successivi credenti che ancora oggi in Corea sono un numero importante, nonostante rappresentino sicuramente una minoranza. Inutile negare però che si affrontò una pesante oppressione che ancora oggi alcuni vivono, ma che cambiò grazie all’operato di questi straordinari 103 uomini. Purtroppo fin troppo spesso si ignora l’operato di queste persone che andrebbero maggiormente ricordati e che per fortuna vengono celebrati in qualche città del nostro paese ancora oggi.




