Portia Prebys è morta a Roma a 82 anni: l’addio alla custode della memoria di Giorgio Bassani

Portia Prebys è morta a Roma il 16 ottobre 2026 a 82 anni. Compagna di Giorgio Bassani, donò a Ferrara 5.000 libri e 9.000 documenti.

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Portia Prebys è morta a Roma il 16 ottobre 2026, all’età di 82 anni. Scrittrice, docente e studiosa statunitense, è stata l’ultima compagna di Giorgio Bassani e una figura decisiva nella conservazione della sua memoria. A Ferrara lascia un’eredità concreta: migliaia di libri, documenti e oggetti donati alla città, un patrimonio che ha permesso la nascita del Centro Studi Bassaniani.

La sua storia si intreccia con quella dello scrittore, al quale rimase accanto fino alla morte, nel 2000. Ma il suo ruolo non si esaurisce nel legame sentimentale: Prebys ha trasformato ricordi e testimonianze di una vita condivisa in un bene da custodire e rendere accessibile. È soprattutto questo gesto a unire oggi il ricordo personale al cordoglio della città.

Chi era Portia Prebys, l’ultima compagna di Bassani

Americana, scrittrice e studiosa, Portia Prebys conobbe Giorgio Bassani a Roma negli anni Settanta. Da allora il loro percorso rimase legato fino alla scomparsa dell’autore, all’inizio del Duemila. Un rapporto durato oltre vent’anni, al quale si è affiancato il suo impegno per custodire le tracce del lavoro e della vita dello scrittore.

Definirla soltanto la sua ultima compagna, dunque, restituisce una parte della sua storia. Prebys è stata anche custode delle memorie bassaniane, assumendo un ruolo centrale nel passaggio di un patrimonio personale alla dimensione pubblica.

È in questa continuità, tra la vicinanza a Bassani e l’attenzione per ciò che avrebbe lasciato, che si riconosce il significato del suo contributo. La memoria dello scrittore, grazie alla sua donazione, ha trovato a Ferrara un luogo nel quale essere raccolta e studiata.

La donazione a Ferrara: 5.000 libri e 9.000 documenti

Il legame più tangibile tra Portia Prebys e Ferrara è racchiuso nei numeri della collezione donata al Comune: 5.000 libri e 9.000 documenti, ai quali si aggiungono articoli, oggetti d’arte e d’arredo. Non soltanto carte, quindi, ma un insieme di materiali capace di restituire diverse dimensioni dell’universo dello scrittore.

La donazione dell’intera collezione ha permesso la nascita del Centro Studi Bassaniani, della cui crescita Prebys è stata una protagonista. Il centro, a Casa Minerbi, rappresenta il punto d’incontro tra la sua scelta e la volontà della città di conservare questo patrimonio.

Libri e documenti danno la misura dell’ampiezza del lascito. Gli oggetti d’arte e d’arredo ne ricordano invece la natura anche personale: accanto ai materiali legati alla scrittura, sono arrivati a Ferrara elementi appartenenti alla vita dello scrittore. È proprio l’insieme a rendere significativa la donazione, senza separare rigidamente l’autore dalla sua dimensione quotidiana.

Una memoria privata diventata patrimonio della città

La decisione di Prebys ha avuto un significato che va oltre la conservazione. Donare al Comune la collezione e le memorie di Bassani ha voluto dire affidarle a una comunità, sottraendole a una dimensione esclusivamente privata.

Per questo il suo nome rimane strettamente associato al Centro Studi Bassaniani. Non come semplice presenza accanto a quello dello scrittore, ma come figura che ha reso possibile un progetto culturale fondato su materiali concreti, da preservare e conoscere.

Nel ricordo che arriva da Ferrara ricorrono soprattutto due parole: generosità e dedizione. Descrivono il valore attribuito alla sua scelta e spiegano perché la sua scomparsa tocchi non soltanto chi l’ha conosciuta, ma anche la vita culturale cittadina.

L’Ippogrifo d’oro ricevuto nel 2019

Il riconoscimento pubblico di questo impegno era arrivato nel 2019, quando il Comune le aveva conferito il premio “Città di Ferrara”, l’Ippogrifo d’oro. Un’onorificenza legata al contributo culturale di Prebys e al rapporto costruito con la città.

A ricordarla è stato anche Tiziano Tagliani, sindaco all’epoca del conferimento. Nel messaggio pubblicato sui social, l’ex primo cittadino ha unito il dolore per la perdita dell’amica alla gratitudine per quanto aveva fatto per Ferrara.

“Il suo ricordo rimarrà sempre legato alla sua innata simpatia, alla sua immensa generosità verso la città di Ferrara sulla quale ha riversato attenzione sincera e disinteressata e soprattutto al grande amore della sua vita: Giorgio Bassani”, ha scritto Tagliani.

Il suo ringraziamento si concentra poi sul lascito: “Le opere ed i ricordi del grande ferrarese che sono al Centro Studi Bassaniani li dobbiamo tutti a Portia. Grazie!”.

Il cordoglio e il ricordo del progetto bassaniano

Anche il Partito Democratico di Ferrara ha espresso cordoglio. La segretaria comunale Giada Zerbini ha ricordato Prebys come “una figura straordinaria della propria vita culturale”, sottolineando il valore della donazione di libri, manoscritti, documenti e oggetti.

Nel suo messaggio, Zerbini ha collegato questa perdita alla precedente scomparsa di Gianni Venturi: “Perdiamo un’altra protagonista di un progetto che ha restituito alla città una parte fondamentale della propria memoria letteraria e civile”.

È un ricordo che mette al centro il lavoro compiuto per Ferrara: la possibilità di conservare insieme materiali e testimonianze, riconoscendoli come parte della storia culturale della città.

Il documentario e l’eredità che resta

Nel percorso di Portia Prebys figura anche un’apparizione nel documentario del 2021 The Garden That Doesn’t Exist, un ulteriore tassello della sua presenza nel racconto legato a Bassani.

La sua eredità più concreta resta però a Ferrara, nei libri, nei documenti e negli oggetti affidati al Centro Studi Bassaniani. Con la sua scomparsa si chiude una testimonianza personale della vita dello scrittore. Rimane la scelta con cui ha consegnato quella memoria alla città, permettendole di andare oltre i confini di una storia privata.

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