L’accusa e il processo
Il suo calvario giudiziario comincia nel 2020, quando impegnato a difendere i diritti umani, finisce sotto accusa a causa delle sue opinioni politiche, espresse sui social network. Nel dicembre 2021, Zaki viene scarcerato dopo quasi due anni di detenzione preventiva. Il 6 luglio 2023, discute la tesi di laurea su “giornalismo, media e impegno pubblico” in videoconferenza con l’Università di Bologna.
L’appello di Amnesty
Sull’esito della sentenza e sulla relativa condanna di Zaki non ci sta Riccardo Noury, che ha seguito dall’inizio tutta la vicenda. Così, il portavoce di Amnesty Italia pubblica un tweet: “Patrick Zaki è stato condannato a tre anni di carcere con l’accusa di diffusione di notizie false. È il peggiore degli scenari possibili“, e a Rainews.it lancia un appello chiedendo l’intervento del governo italiano per la scarcerazione.
L’arresto all’aeroporto del Cairo
La storia della detenzione di Patrick Zaki comincia in Egitto, il 7 febbraio 2020 con l’arresto all’aeroporto del Cairo. Il ragazzo è uno studente dell’Università di Bologna, e questo suscita mobilitazioni anche in Italia. La vicenda riscuote una notevole attenzione mediatica, soprattutto in Italia. 22 mesi dopo termina la detenzione dello studente. È l’8 dicembre 2021 e Patrick Zaki è libero per effetto di un’ordinanza che prevede, in ogni caso, la prosecuzione del processo.

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