Accade oggi, 14 luglio 1789: stanchi e provati dalla miseria, nonché da un sistema politico ed economico che li privava di ogni diritto, i parigini presero d’assalto la Bastiglia, un imponente palazzo medievale a est di Parigi, simbolo del potere assoluto del re e prigione riservata agli oppositori del regno. Ebbe così inizio quella che gli storici chiamano Rivoluzione Francese.
Il 14 luglio è una data impressa nella memoria dei francesi e pertanto nel Paese d’oltralpe è una importante giornata nazionale. L’evento storico può essere considerato lo spartiacque fra l’età moderna e la età contemporanea, nonché l’inizio di tutti i movimenti che hanno determinato la caduta della monarchia a favore della Repubblica e dei suoi principi di democrazia. Ma vediamo di conoscere meglio questo importante anniversario.
La presa della Bastiglia e l’inizio della Prima Rivoluzione
Come si accennava in apertura, il 14 luglio è grande festa in Francia, perché si commemorano gli accesi momenti della Rivoluzione Francese, un evento storico che ha portato al ribaltamento dell’Antico Regime e all’affermazione della sovranità popolare. Fu un martedì di 234 anni fa quando, nelle prime ore della mattina, una folla di persone inferocite si diresse verso la parte orientale di Parigi: l’obiettivo dei rivoltosi era la Bastiglia, un imponente prigione, nonché simbolo dell’assolutismo.
I manifestanti entrarono nel primo cortile del palazzo, ma quando provarono a varcare la soglia del secondo, fu in quel momento che il governatore della fortezza ordinò di sparare sulla folla. Ebbe così inizio una violenta battaglia armata che provocò la morte di almeno cento insorti e poi l’uccisione del marchese De Launay, la cui testa fu trasportata per le strade della città come un trofeo, in segno di vittoria.
E’ importante ricordare che la presa della Bastiglia non fu un’invasione immotivata: la goccia che fece traboccare il vaso fu la decisione del re Luigi XVI di far circondare Parigi da militari, per sopprimere ogni tentativo di rivolta. Cosicché il popolo – motivato dalla fame, dalla povertà e dalle tasse insostenibili – cercò di munirsi di armi per far fronte al tentativo di repressione messo in atto dal re, noncurante dei diritti del suo popolo ma attento solo ai privilegi della monarchia.
Gli antefatti della rivoluzione
La Rivoluzione Francese fu l’apice di una situazione sociale, politica ed economica del tutto squilibrata, verso la fine del XVIII secolo. Dopo la dipartita del re Luigi XV, il suo successore Luigi XVI si trovò a governare un paese già fortemente compromesso dal debito pubblico, che aumentò con la partecipazione della Francia alla guerra di indipendenza americana. La guerra anglo-francese ebbe come effetto un notevole dispendio di danaro per il Paese in costose armi.
A tutto questo si aggiungevano altri fattori: nel 1786 la Francia fu colpita da una grave carestia, la popolazione era al 98 per cento rappresentata dal terzo stato e la povertà dilagava. A un clima di forte esasperazione, si aggiunsero i principi dell’Illuminismo, che svegliarono le coscienze e videro il popolo sempre più desideroso di una parità dei diritti. La conseguenza della Grande Rivoluzione fu infatti l’abolizione del vincolo feudale e la Dichiarazione dei diritti del cittadino.




