Whirlpool, jamme ja!

Whirlpool, jamme ja!

Continua la ricerca di soluzioni per lo stabilimento di Napoli della Whirlpool

Tempo di lettura stimato < 1 minuto

Whirlpool, iamme ia!
La vicenda Whirlpool non ha colore politico. Si deve far di tutto per evitare la chiusura dello stabilimento a Napoli con coesione massima dei diversi attori: partiti, sindacati, imprenditori, dirigenti dell’azienda.

Troppi mesi son passati allorquando si decise di chiudere lo stabilimento di Napoli, nonostante fosse in attivo. Si chiese ai lavoratori di trasferirsi negli altri stabilimenti siti al nord Italia, senza pensare minimamente che moltissimi di essi hanno figli, famiglia, mutui casa da pagare e così via. Insomma, difficile vicenda che sembra non avere fine, o al contrario una fine definitiva. In Italia la Whirlpool ha sei stabilimenti e nell’ottobre del 2018 questa multinazionale aveva preso l’impegno con l’allora governo Conte per il mantenimento degli stabilimenti e la centralità produttiva del nostro Paese.

Nonostante questi impegni il 31 maggio 2021 l’azienda ha comunicato la volontà di dismettere il sito di Napoli e il conseguente avvio del licenziamento di oltre 400 lavoratori, con un indotto che raggiunge i mille occupati in tutta la provincia.

È una delle principali industrie del territorio, in un’area sottratta al degrado e alla desertificazione sociale. L’azienda ha avviato la procedura di licenziamento a causa del nuovo piano industriale, in spregio agli accordi sottoscritti con il governo. Ieri alla Camera dei deputati si è avuto un voto unanime per sostenere il governo nella interlocuzione con l’azienda, per evitare la chiusura di questo stabilimento e altri ridimensionamenti occupazionali.

Si ricordi che nel PNRR ci saranno risorse sufficienti per programmi di investimento nel meridione, si usino anche per salvare la Whirlpool.
Whirlpool, iamme ia!

Shortlink:  https://bit.ly/3kByaLu

TAGS