Von der Leyen dammi tre parole

Von der Leyen dammi tre parole

Dalle “tre i” di Berlusconi all’inseguimento della tecnologia dei microchip

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Se per Berlusconi le vie della crescita iniziavano tutte con la lettera “i” (inglese, impresa, informatica), per la von der Leyen le strade si complicano, le lettere come le esigenze si diversificano. D’altronde i tempi cambiano.

Le coordinate della crescita economica europea per la von der Leyen passano dagli investimenti strategici nei settori della salute, della tecnologia digitale e della transizione energetica.

La Presidente della Commissione europea vuole una sanità europea capace di prevenire le epidemie. Ritiene opportuno sviluppare un ecosistema europeo dei microchip, a partire dalla fase produttiva, per garantire un sicuro approvvigionamento. Attualmente l’Europa dipende dalla produzione asiatica di chip d’ultima generazione, e la Presidente Ue ricorda che non esiste digitale senza chip.

Sulla questione della transizione energetica la von der Leyen è progressista e pragmatica, al netto delle ideologie eco-integraliste. Spesso i mantra del green washing finiscono per distanziarsi dal gradualismo che le cifre dei fabbisogni energetici o delle potenzialità di conversione industriale ci consigliano di tenere davanti, come stella polare, sulla necessaria via di Damasco dell’ecologia.

La Presidente ha sostenuto che occorre imporre un prezzo all’inquinamento, rendere pulita l’energia, introdurre un nuovo Fondo sociale per il clima, automobili più intelligenti, aerei più ecologici.

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