Vicepresidente Montecitorio, duello al vertice di Forza Italia

Vicepresidente Montecitorio, duello al vertice di Forza Italia

La successione a Mara Carfagna apre un confronto senza esclusione di colpi tra gli Azzurri

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Vicepresidente Montecitorio, duello al vertice di Forza Italia.
È ancora duello in Forza Italia tra Annagrazia Calabria e Simone Baldelli per succedere a Mara Carfagna, nominata ministro per il Sud nel governo di Mario Draghi. La poltrona, contesa da giorni e su cui si è già registrato un rinvio, è quella di vicepresidente di Montecitorio.

Una casella che nella difficile geografia di Forza Italia ha creato un brivido nel nuovo assetto che Silvio Berlusconi ha imposto per evitare continui brusii.

Le diverse anime che sono state escluse dall’esecutivo, nel quale è stata invece favorita l’ala più moderata del partito azzurro, hanno puntato i piedi, tanto da costringere il Cav a rivedere alcune ‘responsabilità’ per accontentare un po’ tutti. Il partito ora è in mano ad Antonio Tajani e Licia Ronzulli, dei quali oggi l’ex premier ha tessuto le lodi in una riunione – via Zoom – con i ministri, sottosegretari e coordinatori regionali. “Antonio ha l’autorevolezza interna e internazionale, l’esperienza, la capacità di lavoro necessaria a questo difficile compito.

Con lui vi sarà Anna Maria Bernini, la nostra preparatissima e attivissima capogruppo al Senato, mentre Licia Ronzulli, mia stretta collaboratrice, si occuperà con una veste ufficiale di mantenere a mio nome quel rapporto con gli alleati che già da tempo gestiva con lealtà e prudenza”, ha ribadito, certificando un partito diviso in due che deve trovare un suo equilibrio tra moderati e sovranisti.

L’affaire vicepresidenza sembra entrare a gamba tesa in questo nuovo assetto, con la prova di forza arrivata direttamente a Villa San Martino tra Calabria e Baldelli. La deputata azzurra, da sempre coordinatrice dei giovani di FI, negli ultimi mesi si è mossa molto bene stringendo rapporti soprattutto con la Lega che, di fronte al suo nome, non farebbe alcuna resistenza.

Diversa invece la prospettiva di votare per la seconda volta Simone Baldelli, già vicepresidente nella scorsa legislatura oppure Stefania Prestigiacomo, troppo lontana dal Carroccio, soprattutto dopo essere salita a bordo del gommone con esponenti della sinistra per salvare immigrati clandestini.

La faida interna a Forza Italia per un momento ha anche fatto presagire un altro rinvio dell’aula (per ora convocata per domani alle 16,30) o peggio un blitz del gruppo guidato da Riccardo Molinari con un proprio nome da spendere.

Sembrerebbe averla spuntata Calabria, una donna, così come aveva indicato Roberto Fico, giovane e con capacità di unire, filtra da fonti parlamentari. Ma la partita, riferiscono, non sarebbe ancora chiusa.Lo stesso Berlusconi oggi aveva invitato all’unità differenziando la sua creatura dal Pd e da M5s:

“Fra noi non ci sono differenze vere, di linea politica o di rivalità personale. Non date sponda, vi prego, a chi vorrebbe dividerci, a chi vuole dipingere correnti che non ci sono e non ci possono essere al nostro interno”.

L’ordine di scuderia resta quello di mantenere la propria identità “senza creare conflitti” interni ma soprattutto all’interno dell’esecutivo, di cui – ha voluto ricordare il leader – “saremo i migliori sostenitori”. Nessuna picconata a una compagine che lo stesso Berlusconi si fregia di aver chiesto a gran voce – e su questo la differenziazione rispetto al modus operandi della Lega deve essere netta – piuttosto portare “in dote le nostre idee, i nostri progetti, la nostra visione, la nostra capacità di lavoro” perché anche se non si tratta del “governo di Forza Italia e del centro-destra che avremmo voluto, è l’unica soluzione possibile ad una condizione di emergenza come quella che stiamo attraversando”.

E se con Calabria potrebbe chiudersi il cerchio domani, stasera Forza Italia ha trovato in Roberto Occhiuto il successore di Mariastella Gelmini. Sarà lui infatti, eletto per acclamazione dai deputati azzurri, a guidare il gruppo a Montecitorio.

Una continuità con la gestione precedente, più spostata verso l’ala liberale e moderata, un altro tassello per tenere in piedi un equilibrio tra due forze che, altrimenti, si trasformerebbe in vortice se non rappresentate.

Occhiuto, su cui Berlusconi in mattinata aveva dato una chiara indicazione, definendolo uomo di “equilibrio ed esperienza”, ha dovuto mettere nel cassetto, per ora, la sua aspirazione a correre per la poltrona di governatore della Calabria, vacante dopo la prematura scomparsa di Jole Santelli.

Con le amministrative slittate in autunno, il vice di Gelmini potrà infatti governare un gruppo, da sempre critico con la linea salviniana.

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