Via la Censura. Il campo è libero!

Via la Censura. Il campo è libero!

Franceschini ha abolito la censura, arriverà l’autocensura?

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Via la Censura. Il campo è libero!
Vorrei far sapere a Tinto Brass che non c’è più la censura.

Il Ministro della Cultura Dario Franceschini da oggi l’ha abolita. Tinto di sé diceva: “ Ho passato più tempo in Tribunale nella mia vita che dietro a una macchina da presa” e chissà se avrà voglia, mordente adesso per riprendere i ciak dopo questa notizia.

Ci manca il suo sguardo allucinato grottesco estetizzante che nel 1976 presenterà al pubblico un vero e proprio Kolossal capolavoro: Caligola.

Avrà non pochi problemi; prima con la produzione americana, poi con i tagli imposti al montaggio e per finire sequestro e programmazione vietata. Brass si difese dicendo che ne era solo l’ideatore e non il regista viste tutte le pressioni ricevute durante le riprese e con questa motivazione scamperà il reato di oscenità e così si libererà da un pericoloso processo.

Sesso violento ed esplicito, scenografie suntuose, costumi sfavillanti, un cast d’eccezione: ad interpretare l’imperatore bambino chiamato soprannominato Caligola (cioè piccola caliga, sandaletto dai legionari quando da bambino dovette assistere all’uccisione di suo padre Germanico), era niente meno che il protagonista di Arancia Meccanica di Stanley Kubrick. Emblematico il giovane imperatore, emblematico l’irrequieto regista veneziano.

Sul sesso e potere ricordiamo anche il film precedente di Tinto Brass: Salon Kitty. Qui il sadismo, la depravazione si spostano in una cornice nazista. La censura si accanirà nuovamente sulla pellicola vietandola ai minori.

L’occhiuta Commissione fatta da irreprensibili funzionari che si dovevano sorbire notte e giorno tutta una serie di lungometraggi: da Ultimo tango a Parigi fino a W la foca di Nando Cicero per poi sentenziare se quel prodotto d’arte o meno poteva uscire nelle sale.

Ricordiamo Totò che spiando uno spogliarello dell’attrice Isa Barzizza attraverso una boccia d’acqua, al momento del bikini un pesciolino rosso gli bloccherà la visuale e lui arrabbiatissimo improvviserà la memorabile battuta: “ Pesce democristiano!” Oggi, il nuovo democristiano 2.0 Franceschini toglie ai cineasti limiti e imposizioni.

Non ci resta che confidare, visti i tempi che corrono, nella salvifica autocensura.
Via la Censura. Il campo è libero!

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