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Vaccino obbligatorio? Gelmini lancia la ‘via italiana’

É un modo per cercare una mediazione in una maggioranza divisa

Vaccino obbligatorio? Gelmini lancia la 'via italiana'
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Vaccino obbligatorio? Gelmini lancia la ‘via italiana’
La mossa di Emmanuel Macron sul Green pass divide le forze politiche. Nella grande alleanza che sostiene il governo Draghi le posizioni sono diverse, per non dire antitetiche.

Per questo motivo servirà una mediazione che porterà alla “via italiana”. A tracciare la linea è Mariastella Gelmini, ministra per gli Affari Regionali. Si valuterà un “estensione” ad altri servizi “nella logica chiave di incentivare il più possibile le vaccinazioni” ma senza “inseguire modelli stranieri”.

Gli occhi sono puntati sulla curva dei contagi, ma è difficile ipotizzare un obbligo ‘alla francese’ ovvero esteso anche a bar e ristoranti, non solo ai grandi eventi.

Matteo Salvini, fra gli azionisti di maggioranza del governo, non ne vuole proprio sentire parlare. “Non devi tirare fuori siringa o tampone per andare a bere un cappuccino o mangiare una pizza. Se ci sono eventi particolarmente affollati, come può essere allo stadio, ci può essere una richiesta di controlli sacrosanta ma il vaccino deve essere una scelta consapevole non un obbligo”, spiega dopo aver incontrato il premier Draghi.

Il leader del Carroccio non si spinge ad interpretare il pensiero del capo del governo, ma lascia intendere come pure lui non ami “le scelte estreme”.

La linea Macron piace invece a Pd, e Italia Viva mentre a chiedere chiarezza sono in primis i governatori. “Serve equilibrio, il nostro scopo è salvaguardare la salute dei cittadini e le attività economiche”, argomenta il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga. Allo stesso tempo, sempre dai territori, si rinnova la richiesta di cambiare i parametri delle zone basandosi non sui contagi ma sulle ospedalizzazioni.

Con l’attuale situazione pandemica infatti, salvo cambi in corsa, molte Regioni diventerebbero in breve tempo a rischio zona gialla in piena estate. Due questioni legate che, a quanto filtra, Palazzo Chigi intende affrontare in maniera sistemica, con le orecchie attente ai consigli del Cts. La prossima settimana dovrebbe tenersi una cabina di regia per fare un quadro della situazione.

Ma sul Green Pass anche all’interno dello stesso ministero della Salute le posizioni non sono convergenti. Il sottosegretario Pierpaolo Sileri parla di “scelta giusta” effettuata dalla Francia che dovrebbe essere riproposta pure in Italia.

La pensa in maniera opposta il collega Andrea Costa secondo cui “con i dati attuali” prevederlo per un caffé al bar o una pizza al ristorante è “eccessivo” perché i dati su ospedalizzazioni e terapie intensive restano “confortanti”. Intanto, come comunicato dal ministro Roberto Speranza, in Italia ne sono già stati scaricati 28,4 milioni. Una fetta “significativa” di italiani che attende di conoscerne le modalità di utilizzo nella vita di tutti i giorni.
Vaccino obbligatorio? Gelmini lancia la ‘via italiana’

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