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Internazionale

Usa, torna Palin come anti-Kamala: l’obiettivo non è solo il Congresso

Fermento tra i Repubblicani per le elezioni supplettive: Trump spinge l’ex governatrice alle primarie, ma il partito (con altri 46 candidati) medita di non seguirlo

L’ex governatrice e candidata repubblicana alla vicepresidenza americana, Sarah Palin, torna in politica, annunciando la corsa alle primarie per il Congresso. La 58enne punta al seggio del rappresentante Don Young deceduto a marzo: non si tratta di una semplice elezione suppletiva, ma si intravede una proiezione nazionale sia in vista delle elezioni di midterm, sia nella partita per la candidatura alla Casa Bianca.

Suppletive

Le primarie con 47 candidati si terranno il prossimo 11 giugno, mentre le elezioni generali il 16 agosto. Sarà la prima candidatura di Palin dal suo addio alla politica datato 2009 quando si è dimessa da governatore dell’Alaska per tentare la vicepresidenza con McCain. Il partito però è alle prese con le conseguenze dell’attacco del 6 gennaio 2021 al Campidoglio e le suppletive possono essere l’occasione per mostrare un volto diverso.

Pollice in su dall’ex presidente Donald Trump, secondo cui Palin è una meravigliosa patriota: “Sarah ha scioccato molti quando mi ha approvato all’inizio del 2016 e abbiamo vinto alla grande. Ora tocca a me. Sarah è stata una campionessa per i valori dell’Alaska, l’energia dell’Alaska, i lavori in Alaska e le grandi persone dell’Alaska”.

Trumpismo

Si tratta di un volto che non è propriamente dentro la politica del partito, ma in passato ha sfidato le previsioni degli esperti proprio perché un soggetto esterno. Nell’ultimo periodo è stata impegnata in performances televisive e legate ai media: anche per questa ragione lo zoccolo duro del Partito Repubblicano ha già dato un’indicazione di massima diversa (per Nick Begich III, nipote dell’ex senatore democratico Mark Begich, che da mesi lavora a fari spenti). Ma Palin non se ne cura e si è circondata di uno staff di stretto rito trumpiano, composto da Kris Perry responsabile della campagna, l’ex senatore Jerry Ward, e poi Michael Glassner, Stephanie Alexander e Mark Serrano.

Proiezioni

Quando Palin era al vertice della popolarità, addirittura Fox installò una telecamera a casa sua, prima di chiudere i rapporti in modo burrascoso. Ora fanno rumore i numeri sui social, dove è molto seguita: 4,5 milioni di fan su facebook e 1,15 milioni di follower su Twitter. “Non sono entrata nel governo per fare cose facili e sicure – ha scritto sulla nuova pagina Fb tarata sulle primarie – Una nave in porto è sicura, ma non è per questo che la nave è stata costruita”. Come dire che l’obiettivo è oltre le supplettive.

@L_Argomento

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