Unicredit apre la stagione delle assemblee bancarie

Unicredit apre la stagione delle assemblee bancarie

Gli istituti di credito iniziano la stagione degli appuntamenti tra investitori istituzionali e privati

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Unicredit apre la stagione delle assemblee bancarie
Unicredit apre la stagione delle assemblee delle grandi banche il 15 aprile, lo stesso giorno in cui è in programma l’appuntamento dei soci di Banco Bpm.

Ma è su Piazza Gae Aulenti che si concentra l’attenzione per la svolta impressa dalla scelta di Andrea Orcel come nuovo amministratore delegato fra le polemiche sulla maxi-remunerazione e le domande sulle prossime mosse, in prima battuta riguardo a Mps.

Alcune risposte alle domande presentate dai soci arriveranno lunedì quando saranno pubblicate le risposte sul sito di Unicredit secondo una prassi diffusa per le assemblee che, tenendosi a porte chiuse per le norme anti-covid, non offrono spazi di partecipazione e consentono il voto solo attraverso un unico rappresentante designato.

Si saprà giovedì al termine dell’assemblea come si esprimeranno gli investitori dopo i rilievi dei proxy advisor Glass Lewis e Iss sulla remunerazione da complessivi 22,5 milioni in tre anni (7,5 milioni nel 2021) per il banchiere ex Ubs, che si è guadagnato la nomea di ‘Cristiano Ronaldo della finanza’.

Nell’attesa viene fatto osservare che di solito sono i fondi più piccoli ad allinearsi ai consigli dei proxy, i quali peraltro hanno dato indicazioni di voto favorevole ai candidati per il nuovo Cda dove il presidente designato è Pier Carlo Padoan.

Hanno espresso apprezzamento per il nome del nuovo ad i grandi fondi istituzionali, categoria della quale fanno parte alcuni dei maggiori soci di Unicredit, che ha un azionariato da public company. Blackrock e Capital Research detengono entrambi il 5% del capitale, seguiti da Allianz (3,1%), che si è da poco portata davanti a Norges Bank (3%), e da Mubadala-Atic degli Emirati Arabi col 2%.

A seguire, gli italiani Leonardo Del Vecchio (1,9%) e le fondazioni Cariverona (1,8%) e Crt (+1,6%), tutti sponsor di Orcel. “Auspico che l’assemblea di Unicredit, che sono certo riconoscerà con ampio consenso il valore del nuovo ad, comprenda anche l’opportunità di politiche di remunerazione adeguate agli standard internazionali e alle sfide globali che Unicredit dovrà affrontare”, ha detto in una intervista l’ex vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona. “Il mio timore – ha aggiunto – è che ci sia chi si sta preoccupando più dei cambiamenti che implicherà l’arrivo di Orcel che del bene dell’istituto.

Anche perché’ da quello che leggo il nuovo ad sembra abbia rinunciato a un compenso tra 25-30 milioni per i 22,5 milioni che prenderebbe in tre anni a Unicredit” Toccherà poi al banchiere d’affari, prese le redini di una banca retail, mostrare se ridare a Unicredit il ruolo non solo di grande gruppo bancario europeo ma anche di primaria banca italiana, come Intesa Sanpaolo. Un primo terreno di prova è rappresentato da Mps.

“Non ho ancora visto il dossier”, ha detto il premier Mario Draghi nella sua ultima conferenza stampa a proposito del futuro del Monte dei Paschi. “Anche perché’ – ha spiegato – non c’è niente, la strada decisa, cioè se farà una fusione con Unicredit, con un’altra banca, con nessuno.

Queste cose saranno guardate, decise, analizzate dal governo nelle prossime settimane”
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