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Una stretta sulle armi dopo i fatti di Catania

Sparatoria in chiesa, il carabiniere ferito rischia la paralisi e il sindacato della polizia chiede restrizioni a porto d’armi e acquisto sportivo

Una stretta sulle armi dopo i fatti di Catania
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Una stretta sulle armi dopo i fatti di Catania
Si trova ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania, in prognosi riservata, un brigadiere dei carabinieri di 43 anni rimasto ferito al collo con un colpo di pistola durante una lite sul sagrato di una chiesa a Santa Maria degli Ammalati, frazione di Acireale, nel Catanese. Il militare, libero dal servizio, e’ intervenuto per sedare la lite tra due delle famiglie presenti per la cerimonia della prima comunione, quando e’ stato raggiunto da un proiettile esploso da uno dei contendenti. L’uomo che ha fatto fuoco, un 69enne, e’ stato arrestato.

Dovra’ rispondere di tentato omicidio e porto illegale d’arma da fuoco. “La nostra solidarietà oggi non può che andare a un uomo che, anche fuori dal servizio, non ha esitato un solo momento a intervenire per ripristinare l’ordine”.

Così spiega in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp, in riferimento al Carabiniere rimasto gravemente ferito a Catania nel tentativo di sedare una rissa. “Ora più che mai è necessario rivedere e irrigidire i criteri di assegnazione dei porto d’arma e dei nullaosta all’acquisto ai privati cittadini. Questo perché – continua – mentre il porto d’armi viene concesso in seguito a un’istruttoria e in casi di necessità comprovata e nella maggior parte dei casi per motivi di lavoro, il nullaosta all’acquisto è molto più semplice da ottenere dal momento che decadono i requisiti della straordinarietà.

Con un nullaosta, infatti, è possibile acquistare in una qualsiasi armeria fino a sei fucili, due pistole e 1500 proiettili da tenere in casa. Ma va da sé che, uno squilibrato in possesso di un’arma regolarmente acquistata, può violare l’obbligo di domicilio dell’arma e compiere una strage”, sottolinea la nota della Coisp.
Una stretta sulle armi dopo i fatti di Catania

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