Connect with us

Hi, what are you looking for?

Culture

Un pioniere di nome Lenormant, la sua Magna Grecia riempie di orgoglio l’Italia (e il mezzogiorno)

Il nuovo stimolante lavoro di Rubbettino “La Magna Grecia-paesaggi e storie” con l’introduzione di Vittorio Cappelli segna un riconoscimento definitivo sul peso specifico del sud di ispirazione ellenica

Un amante del sud e del Mezzogiorno d’Italia, forse un vero pioniere che osservò questo lembo di Megali Ellada e la raccontò tramite un disegno storico. La mano e gli occhi di François Lenormant, autore di Grande-Grèce, pubblicato per la prima volta in Francia tra il 1881 e il 1884, sono stati ripresi da Rubbettino editore in due volumi, La Magna Grecia-paesaggi e storie, con l’introduzione di Vittorio Cappelli.

Non è nostalgismo o tentativo di ripresa con una veste diversa: piuttosto questo libro è la certificazione di un dato storico, ovvero l’attenzione per quelle terre e quei popoli, nati molti anni prima anche grazie a chi fuggì dalla guerra di Troia, che un nome assolutamente eccezionale come Lenormant ha avuto. A soli sei anni studiava già il greco, per poi accompagnare suo padre in viaggi densi come Egitto, Grecia, Italia. Oltre al greco antico, parlava l’ebraico, il sanscrito, l’aramaico. Quale migliore base umana e culturale, dunque, per affrescare quel pezzo d’Italia che è, nei fatti, il biglietto da visita dell’ellenismo nell’intero stivale?

Lenormant salì su un treno nel 1879 e iniziò ad esplorare il meridione: Taranto, Crotone, Catanzaro, Squillace, Cosenza passando per la Basilicata: il cuore della Magna Grecia, dove pulsa fortissima la grecità che riportò nei tre volumi della Grande-Grèce.

Crotone, anticamente Kroton, fu il centro nevralgico della Magna Grecia: fondata dagli Achei, innamorati da una natura bella come quella ellenica, divenne una vera e propria polis. Quando venne visitata da Pitagora era una città-stato fra le più potenti della Magna Grecia, estesa fino a Marina di Gioiosa Jonica.

Squillace fu eletta a posizione strategica, tanto dai greci che la fondarono quanto dai Normanni che nel 1044 vi costruirono un imponente castello. Cosenza venne detta la Atene d’Italia, fondata nell’ottavo secolo a.C. sul villaggio di Kos. L’Accademia Cosentina, nata per volontà di Aulo Giano Parrasio, venne frequentata da nomi prestigiosi come Bernardino Telesio (filosofo ispiratore di Giordano Bruno), Tommaso Campanella e Francesco Bacone.

Taranto, Taras, fu unica colonia degli Spartani, nata nel 706 a.C. Chi vi giunse portò in dote anche una fortissima simbologia, come Atena poliade. Del capoluogo jonico scrivevano Antioco di Siracusa, Eforo di Cuma, Diodoro, Strabone, Polibio, Pausania, Lattanzio, Servio, Plutarco, Dionisio di Alicarnasso, a testimoniarne la centralità.

Quando un archeologo scrive esiste il rischio che la scienza prenda il sopravvento sul racconto: è fisologico, così come accadeva con sarcofaghi e piramidi. Invece Lenormant mostra semplicemnete se stesso, un viaggiatore curioso che cammina, osserva, chiude gli occhi e poi li rapre. Lo si precepisce quando racconta la bizantinità calabrese oltre le origini elleniche.

Molto vitale la parte che l’autore dedica al simbolismo geografico, tra superstizioni popolari e avvento del del Cristianesimo. Si racconta che i contadini della Grecia credono all’esistenza di uno spirito dei fiumi, to stoichéion tû potamû, che si mostra sotto forma di un dragone; così nacque la dhraconeria, che si trova nella fontana Pirene, a Corinto e nella pianura di Maratona. Il fiume che scende fino a Trebisacce è un’altra traccia di quel passato, che ricomprende anche la grotta del dio Pan narrata da Pausania. E’ Calabria, ma profuma di Grecia. Da leggere ad occhi chiusi.

@L_Argomento

Articoli Correlati

Culture

"Nel panorama italiano una sorta di unicum, poiché è un festival itinerante, dura circa 50 giorni e in ogni data si sposta di luogo...

Culture

Presentazione in Campidoglio mercoledì 15 giugno con Svetlana Celli, Marco Italiano, Giampiero Gramaglia, Enrico Menduni

Culture

Triennale Milano apre oggi una serie di nuove mostre e progetti in occasione della Milano Design Week, rinnovando così la sua vocazione di istituzione...

Culture

A cento anni dalla scomparsa dello scrittore siciliano, un’esposizione per celebrare la passione per la fotografia di Giovanni Verga, ancora sconosciuta al grande pubblico.