Un paese di ignoranti dove la scuola è l’ultimo problema. Il j’accuse di Fioramonti

Un paese di ignoranti dove la scuola è l’ultimo problema. Il j’accuse di Fioramonti

Intervista all'ex ministro dell'Istruzione: “ Il governo Draghi? Non ha fatto nulla per metterla in sicurezza. La dad? Un indicatore di fallimento. Sui mezzi pubblici ci sono i lavoratori che potrebbero essere in smart working: c'è una colpa grave del ministro della PA”

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Aprire le scuole è sempre giusto, ma è sbagliato non avere fatto nulla per metterle in sicurezza, sapendo che una scuola con aria sanificata, con più insegnanti e meno classi pollaio è una scuola migliore. Purtroppo l’Italia è un paese di ignoranti dove la scuola è l’ultimo problema.

Sceglie parole molto dure l’ex ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti, che in questa conversazione con L’Argomento analizza uno dei temi maggiormente sentiti di questo inizio anno, con decine di appelli al governo da parte di presidi, medici e genitori che non sono stati accolti (come dimostra il sondaggio fatto da questo giornale). E per completare il Pnrr propone che…

Giusto riaprire oggi la scuola?

Non è facile rispondere. Credo che sia sempre giusto riaprire la scuola, ma mi chiedo al contempo se sia giusto che per due anni nulla si è fatto per metterla in sicurezza. Che il virus tornasse noi lo sapevamo, per cui dovevamo prepararci a che le scuole, come molte altre istituzioni, riaprissero in sicurezza.

Ovvero?

Che avessero meno studenti per ogni aula, che ci fossero apparati di sanificazione in ogni aula. Questi ultimi sarebbero costati molto meno dei banchi a rotelle, se fossero stati ordinati per tutte le scuole del paese, come fatto in Giappone. Non mi si dica che non potevamo permetterci di farlo. Mi chiedo se sia giusto che l’Italia abbia così pochi insegnanti che, ogni qual volta c’è una quarantena, si vada tutti nel panico: avremmo dovuto fare in modo che il problema del precariato tra il corpo docenti si risolvesse per tempo e invece oggi migliaia di insegnanti vanno e vengono. E ancora: è normale che ci sono migliaia di scuole italiane che condividono il preside? Alla luce di tutto ciò, comprendo bene che l’intero settore è in grande difficoltà e che tutti hanno paura di riaprire. Dunque rispondo che aprire le scuole è sempre giusto, ma è sbagliato non avere fatto nulla per metterle in sicurezza, sapendo che una scuola con aria sanificata e con più insegnanti e meno classi pollaio è una scuola migliore. Ma non è tutto, perché il governo Draghi si è reso protagonista di un fatto gravissimo.

Quale?

Non soltanto non ha fatto nulla rispetto ai precedenti per mettere in sicurezza la scuola, ma pensava di averla sfangata, come si dice a Roma, perché riteneva che il virus fosse finito e che si potesse fare finta di nulla. Inoltre con le politiche sullo smart working ha rimesso sui mezzi pubblici, che sono già pochi e fatiscenti, una serie di cittadini che di fatto hanno tolto il posto agli studenti che non avevano alternative alla scuola in presenza e che, quindi, dovevano prendere quei mezzi. Ma mentre i primi potevano restare a casa e lavorare da lì, i secondi no. Vedo una colpa grave da parte dell’attuale ministro della Pubblica Amministrazione.

Per quali ragioni, culturali, politiche, di opportunità, è un ambito meno attenzionato rispetto ad altri?

Purtroppo siamo un paese di ignoranti dove la scuola è l’ultimo problema. Quando venni nominato ministro dell’Istruzione qualche collega si scusò con me, ritenendo che fosse una deminutio andare in viale di Trastevere, mentre per me era davvero l’unico ambito e lo rifarei mille volte. Non farei il ministro di nient’altro. Per la politica, l’istruzione è un settore dove ci vanno gli sfigati: questo la dice lunga sul livello di considerazione che la classe politica ha della scuola e non riusciamo a capire che la scuola è sviluppo e ricchezza.

“La dad è un diritto” ha detto il governatore della Puglia, Michele Emiliano. Ha ragione?

La dad come la facciamo noi è un rimedio, più che un diritto, ma non deve essere una scappatoia. Ecco, credo sia un indicatore di fallimento, ovvero interviene quando l’amministrazione fallisce. Non vorrei che la politica dicesse “tanto c’è la dad e chi se ne importa di riaprire le scuole”. Non può essere così. Ma in futuro spero che la didattica digitale possa assumere forme migliori e integrata, intelligentemente, con la didattica in presenza.

Dal Pnrr potranno arrivare soluzioni ai problemi atavici della scuola? E in che misura?

Il Pnrr sicuramente tocca alcuni temi importanti dal punto di vista infrastrutturale, penso anche ai laboratori oltre che agli edifici ed alla formazione. Però ricordo che serve per fare investimenti in conto capitale, non per creare posti di lavoro a tempo indeterminato, come ad esempio, per gli assistenti amministrativi. Moltissime purtroppo sono ancora le scuole che non faranno mai progetti proprio per la mancanza di personale nelle segreterie. Dovremmo cominciare a capire che è necessario affiancare i fondi europei con dei fondi italiani in legge di bilancio, che siano indirizzati a pagare lo stipendio di presidi, docenti, ridurre il precariato, garantendo la formazione degli amministratori. E invece arriviamo sempre dopo, per poi illuderci di risolvere la problematica con queste regolarizzazioni dopo anni. Di questo passo non avremo mai persone qualificate che servono per far funzionare quelle scuole che, semmai, potremo anche abbellire e modernizzare con i fondi europei.

@L_Argomento