Un misterioso banchiere nel volo caduto a Milano

Un misterioso banchiere nel volo caduto a Milano

La personalità rumena che ha perso la vita nell’incidente aereo di San Donato milanese nascondeva segreti su cui adesso si indaga

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Un misterioso banchiere nel volo caduto a Milano
Quando cade un piccolo aereo privato, decollato da poco e in perfette condizioni di visibilità e di crociera, aprire un’indagine è d’obbligo. E dovranno dunque vederci chiaro, gli inquirenti, anche e soprattutto a proposito dei passeggeri del volo schiantatosi contro il parcheggio multipiano. Otto morti, otto misteri. Dei più non si conosce ancora, a sedici ore dallo schianto, l’identità.

Ma si sa che era a bordo Dan Petrescu. Lo sappiamo anche perché l’aereo era suo, acquistato nel 2015 e da allora sfuggito ai controlli rumeni. Era un’ombra per molti servizi segreti europei. Un enigma per gli stessi connazionali. Dan Petrescu, 68 anni, era considerato dalla stampa romena uno degli uomini più ricchi – e misteriosi – del Paese. Soprannome: “Il miliardario dell’ombra”.

Il suo patrimonio personale, a seconda dei media locali, varia fra uno e tre miliardi di euro. Calcolo approssimativo perché Petrescu, la cui parabola si è conclusa tragicamente alla cloche del Pilatus Pc-12 caduto a San Donato Milanese, aveva spostato la residenza nel Principato di Monaco, con domicilio al Columbia Palace in Avenue Princesse Grace.

Petrescu era partner in affari con il leggendario magnate ed ex tennista romeno Ion Tiriac, “il vampiro di Brasov”, che cominciò a costruire la sua ricchezza in Germania al termine di una carriera sportiva ai vertici, quando si vantava di essere “il miglior giocatore di tennis che non sa giocare a tennis”.

Fondatore della prima banca privata romena del dopo Ceausescu, con business poi estesi al settore assicurativo, immobiliare, e indirettamente a tutti i rami dell’economia, Tiriac fu il primo romeno a entrare (2007) nella lista dei “Paperone” mondiali compilata da ‘Forbes’. Collezionista maniacale di figli, stimati in oltre trenta, e di automobili di lusso, stimate in oltre 400.

Petrescu, nella sua scia, aveva asceso le scale dorate del successo ma a differenza di Tiriac ostentando nulla o tutt’al più povertà. I giornali romeni collocano i suoi interessi in Unicredit iriac Bank, nell’holding Rocar e nel settore immobiliare quale proprietario tra l’altro di ipermercati e di centri commerciali nel Paese. Dai quindici ai venti secondo fonti citate dalla stampa romena.

I rapporti di affari di Petrescu includevano anche quelli con l’ex azionista della squadra di calcio Dinamo di Bucarest Vova Cohn, con cui aveva acquistato nel 2015 il velivolo sul quale è morto oggi.

Scarne assai le notizie su Petrescu in Italia. Soltanto il Ministero degli Affari Esteri romeno ha confermato in un comunicato il decesso, nel disastro aereo, “di due cittadini romeni con doppia cittadinanza”. Il consolato generale di Romania a Milano si è attivato di propria iniziativa per fornire eventuale assistenza alle autorità italiane, per facilitare l’eventuale rimpatrio delle salme e agevolare le procedure legali.
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