UE: Camus, ‘Lo strappo di Fidesz può ridisegnare la mappa della destra

UE: Camus, ‘Lo strappo di Fidesz può ridisegnare la mappa della destra

L'uscita di Fidesz da Ppe ha creato una situazione complicata per tutti.

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A partire dallo stesso Orban, leader relativamente carismatico ma alla guida di un piccolo paese in Europa. Complicata però anche per diversi partiti su posizioni non sempre conciliabili con quelle del leader ungherese al riguardo di più di un tema, e che si troveranno a dover far fronte ad una questione esistenziale”.

Legge in questi termini la crisi aperta dal premier ungherese con l’uscita del suo Fidesz dal partito popolare europeo il politologo francese Jean-Yves Camus, direttore dell”Observatoire des radicalités politiques’, parlando con l’Adnkronos. “Tanto potrebbe infatti apparire naturale – nel caso fosse possibile – vedere fianco a fianco gli amici del presidente polacco e quelli del signor Orban, quanto sono potenzialmente divisivi in quell’ala della destra alcuni temi: non l’immigrazione, non il multiculturalismo, ma ad esempio la questione della famiglia, che è più complicata”, spiega lo specialista dell’estrema destra in Francia e dei gruppi radicali islamisti, ricercatore associato a l’Institut de relations internationales et stratégiques (Iris). “Marine Le Pen per esempio non si è mai molto espressa sulla questione del matrimonio per tutti, e i simpatizzanti e gli elettori del Front National non ne fanno un tema prioritario.

In Orban c’è questo aspetto decisivo e divisivo dei diritti delle persone Lgbt e della famiglia tradizionale, iscritta in Costituzione”. “Ci sono diversi partiti nei paesi baltici che hanno chiesto ultimamente di indire referendum sulla famiglia tradizionale, ad esempio Alleanza Nazionale in Lettonia, o Ekre in Estonia.

Loro potrebbero ritrovarsi con Orban”, che oggi ha lanciato la proposta di una grande destra democratica europea senza il Ppe. “Il punto – spiega ancora il politologo, autore di numerose opere – è piuttosto cosa faranno Matteo Salvini e Marine Le Pen e gli altri grandi partiti populisti della destra antieuropea.

Per Marine Le Pen esiste effettivamente il rischio che Orban intercetti una parte dei suoi alleati di oggi nel gruppo Identità e democrazia.

E si tratta di un rischio doppio, legato da una parte alla forza di attrazione di Orban, dall’altra all’evoluzione di Matteo Salvini, perché Salvini, tornato al governo, con posizioni sull’Europa che cominciano un pò ad evolversi, potrebbe un domani forse scegliere di lasciare il gruppo di Marine Le Pen. Per Le Pen sarebbe un colpo molto duro, in termini di numero di deputati ma anche di immagine”. “Va anche considerato – sottolinea ancora Camus – che Orban è molto più vicino a Marion Maréchal Le Pen che a Marine in termini di idee, di spazio riservato ai riferimenti religiosi e alla famiglia, di diritti Lgbt.

Sarà piutosto quest’ultima – che però al momento non ha deputati europei – a guardare in direzione di Orban. I due saranno portati ad un avvicinamento”. “Marine Le Pen manterrà un certo numero di alleati, da Afd ai fiamminghi di Vlaams Belang agli austriaci del Fpoe, che non andranno verso Orban.

Per quanto riguarda gli austriaci è escluso, troppa rivalità nazionale, troppi contenziosi. I tedeschi di Afd stanno bene nel gruppo di Le Pen, sono sulla stessa lunghezza d’onde”. “Gli spagnoli di Vox potrebbero facilmente invece confluire in un gruppo con Orban”.

“L’uscita di Fidesz può quindi ridisegnare la mappa della destra che potremmo chiamare conservatrice o piuttosto ultraconservatrice. Perché non è solo populista”. Quanto ad un possibile avvicinamento di Matteo Salvini al Ppe, se lui decidesse in questo senso “c’è il rischio che gli vengano sempre rinfacciate le sue dichiarazioni e le sue azioni da ministro dell’Interno.

Potrà anche spiegare che ha cambiato posizione, che ha avuto un’evoluzione su questi temi, ma non verrà creduto. Ma non per questo non andrà in porto: c’è una questione di numeri che entra in gioco, di numero di deputati e di peso del gruppo.

Se Matteo Salvini d’altra parte continua a volersi ‘normalizzare’ come sta cercando di fare, per lui sarà indispensabile staccarsi da Marine Le Pen e riuscire un giorno ad entrare nel Ppe.

Se poi questo lo accetterà non sarà probabilmente senza grosse discussioni interne, anche se come dicevo tutto gira attorno alla questione dei numeri”. “Resta una questione” per concludere. “Quella di Fratelli d’Italia, che dopo quanto accaduto diventa una forza politica importante in Europa”. 

UE: CAMUS, ‘LO STRAPPO DI FIDESZ PUO’ RIDISEGNARE LA MAPPA DELLA DESTRA

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