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Politica

Ucraina, Nato e globalizzazione. Ecco chi vince a destra

Fratelli d’Italia ha imboccato la strada dell’atlantisimo, lasciando alla Lega in mano il cerino del cerchiobottismo filo russo. Sia dentro i confini nazionali sia fuori, stanno facendo una gara che per il momento vede i meloniani in testa.

GIORGIA MELONI POLITICO
Tempo di lettura stimato 2 minuti

La guerra in Ucraina consegna due icone politiche a destra dell’emiciclo parlamentare italiano. Il leader della Lega Matteo Salvini, in Polonia per portare solidarietà con indosso un giubbotto pieno zeppo di loghi commerciali, è stato accolto dal sindaco di Przemysl, Wojciech Bakun, che gli ha ricordato “quella” maglietta con il volto di Vladimir Putin.

Il numero uno di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, reduce dalla convention dei repubblicani americani, ha detto che è giusto inviare le armi in Ucraina e che la postura naturale dell’Italia è nel solco dell’atlantismo. Parole forti e determinate, che non hanno lasciato spazio a interpretazioni o cerchiobottisimi (che invece gravitano sulla testa di Salvini).

Destra & Nato

La destra italiana non ha più dubbi da che parte stare, visto che la leader di FdI ha messo la freccia e avviato il sorpasso, anche in chiave di alleanze internazionali. Il tema del conservatorismo italiano ed europeo ha più appeal rispetto al sovranismo leghista, perché ancorato su valori occidentali e realistici. L’occasione della crisi tra Kiev e Mosca, che evidentemente ha precisi riverberi finanziari su tutto il mondo, è stata colta da Meloni come una ulteriore occasione per far trasparire la strategia del suo partito. Così come su alcuni temi di politica interna, FdI sull’Ucraina ha fatto una scelta precisa, senza tentennamenti o inversioni a U. Con la Nato, con gli Usa, con la democrazia.

E’la Lega invece ad accusare ancora una volta il colpo, dopo aver già dovuto trascorrere idealmente un anno sia al governo (con Giorgetti) che all’opposizione (con Salvini).

Quale Europa domani

Anche sulle decisioni europee, Meloni ha pronunciato parole forti ma senza le sbavature salviniane. Quando dice che “è n queste grandi questioni che l’Europa dovrebbe esistere, purtroppo resta solo un gigante burocratico che ci dice cosa dobbiamo mangiare e quali parole possiamo ancora utilizzare”, tocca una corda molto sentita anche dalle imprese. Idem il tweet di congratulazioni rivolto a Katalin Novak, eletta Presidente della Repubblica d’Ungheria. Insomma, sia dentro i confini nazionali sia fuori, Lega e FdI stanno facendo una gara che per il momento vede i meloniani in testa.

@L_Argomento

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