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Tutti i dolori della sinistra italiana, tra Ucraina e caso Anpi

Anche la senatrice a vita Liliana Segre dichiara apertamente che il 25 aprile va dedicato a chi, oggi, combatte contro l’invasore. Restano i travagli di certo fanatismo, manifestatosi in passato contro le foibe o nelle uscite antisemite di Lannutti

GIANFRANCO PAGLIARULO PRESIDENTE NAZIONALE ANPI
Tempo di lettura stimato 2 minuti

In vista dei festeggiamenti del 25 Aprile, non si placano le polemiche e le prese di posizione verso l’Anpi e le dichiarazioni del suo Presidente Gianfranco Pagliarulo. All’interno della sinistra si è aperto un dibattito che chiama in causa le radici storiche e le matrici culturali che avvolgono l’emisfero politico del Partito Democratico e della sinistra radicale.

L’ideologismo di Pagliarulo

L’accusa principale, che viene rivolta a Pagliarulo, è che stia svilendo i principi dell’associazione che rappresenta: l’incapacità di leggere la realtà e la sottomissione intellettuale al proprio ideologismo di matrice comunista. La posizione assunta all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina conferma la linea portata avanti durante la sua presidenza: antifascismo, antiatlantismo ed antiamericanismo tout court, senza distinguo e senza capacità di leggere differenze negli avvenimenti in atto. Antifascismo ha poco senso, se non si riconosce la guerra di aggressione unilaterale portata da Putin nel cuore dell’Europa. Antiatlantismo ha poco valore dialettico, se non si riconosce nella Nato uno strumento di difesa dell’Europa di fronte alle minacce esplicite di Putin. Antiamericanismo non serve al dibattito in essere, se l’avversario diventano gli Stati Uniti e non la Russia.

Le reazioni

Il politologo ed ex parlamentare PD, Salvatore Vassallo (su Domani del 19 aprile scorso) ripercorre la storia della dirigenza Anpi, evidenziando come “il peso morale della resistenza è stato sfruttato per dare voce alle campagne di opinione di un gruppo politicamente ben connotato.” La necessità di ribadire pacifismo ed antiamericanismo ad oltranza, funzionano per supportare l’antimilitarismo; come se il conflitto sia e debba rimanere solo una questione interna ai due Stati contendenti. Che, però, all’interno dell’Associazione la tensione sia alta lo dimostrano le dichiarazioni della vicepresidente, Albertina Soliani: “Francamente sono convinta che bisogna riconoscere la Resistenza nel mondo, come quella in Ucraina, stare dalla sua parte e sostenerla” e riconosce come i partigiani italiani abbiano usato le armi per difendersi (grazie al supporto degli Alleati). E senza disconoscere il possibile travaglio interno che questo genera, ammette “moralmente accettabile” sostenere con le armi la resistenza ucraina.

I travagli ideologici della sinistra

Altri cercano di rettificare il tiro di Pagliarulo, preoccupati che questo ennesimo scivolone provocherà il declino finale dell’associazione, e cercano di riportare l’Anpi sul suo ruolo culturale: Staino, Maurizio Verona, Sindaco di Sant’Anna di Stazzema (per molti, la Mariupol d’Italia), Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, presidente del Pd e sostenitrice dell’Anpi. La senatrice a vita Liliana Segre (sul Corriere della Sera) afferma: “In un anno come questo il 25 aprile sarà difficile intonare Bella Ciao senza rivolgere un pensiero agli ucraini che nelle scorse settimane si sono svegliati e hanno ‘trovato l’invasor’” e ricorda come “la Festa della Liberazione appartiene a tutti gli italiani e non dovrebbe mai scatenare divisioni”.

E la Segre sembra fare l’eco al costituzionalista e deputato Dem Stefano Ceccanti che ricorda come il diritto alla legittima difesa sia sancito anche dalla Carta dell’Onu e come le moderne democrazie, con senso di responsabilità, lo abbiano affidato anche alla Nato. E sul fronte culturale si rimarca come lo spirito della sinistra sia in gran parte quello dell’indignazione e se manca spirito critico interno i temi si appiattiscono e le ideologie prevalgono. Si pensi alle contrarietà sul tema dell’invio delle armi e dell’aumento delle spese militari (soprattutto in esponenti del M5S) o ad esempio alle uscite antisemite di Elio Lannutti.

@L_Argomento

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