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Internazionale

Tutte le super armi di Mosca che inquietano la Nato

La reazione atlantica si ritrova in varie esercitazioni tra Adriatico e Mediterraneo guidate dalla portaerei Truman

Sono sei le nuovi super armi a disposizione di Vladimir Putin che potrebbero rappresentare un grosso problema per i paesi dell’alleanza atlantica. Sulla stampa inglese iniziano a circolare nomi e potenzialità di questi missili, che sarebbero già stati testati e a cui la Nato sta provando a rispondere con una serie di esercitazioni in tutto il Mar Mediterraneo.

Missili supersonici

Il “Sarmat” è il missile intercontinentale più potente mai costruito, perché capace di colpire qualsiasi bersaglio in Europa e negli Stati Uniti con una velocità record di Mach 27 e a una distanza di 17mila chilometri. Una gittata che apre a scenari da guerra mondiale. Poi c’è il Vanguard con testata a guida supersonica, missile a bassa quota per evitare di essere intercettato dalla difesa nemica, raggiungendo velocità impressionanti. Terzo di questa speciale classifica è il siluro nucleare Poseidon, sviluppato sette anni fa, capace di trasportare testate nucleari sottacqua ad una profondità di un chilometro. Colpendo le città costiere, sostengono alcuni analisti, potrebbero provocare anche uno tsunami radioattivo.

Accanto ad esso è da menzionare il missile da crociera Burevestnik a propulsione nucleare, che vola ad altitudini estremamente basse: quindi difficili da individuare e molto precisi. Inoltre c’è il missile supersonico Kinzhal, che può trasportare testate convenzionali e nucleari, portato sotto le ali dal caccia MiG-31.

Infine il missile da crociera supersonico antinave Zircon, che può essere lanciato sia da navi di superficie che da sottomarini e ha una velocità Mach 9. La sua peculiarità si deve al fatto che aspira l’aria circostante e la trasforma in plasma che non è rilevato dai radar. Può colpire un bersaglio a una distanza massima di mille chilometri.

Le reazioni

Numerose sono state nelle ultime settimane le manovre tra Adriatico e Mediterraneo che hanno coinvolto anche mezzi italiani come la portaerei Cavour. Da menzionare che nel mar Ionio tra Italia e Grecia si sta svolgendo un’esercitazione all’interno dell’accordo di cooperazione in materia di mutua difesa tra Grecia e USA. Ha coinvolto la USS Jason Dunham e la portaerei USS Harry S. Truman.

Durante l’addestramento congiunto sono stati eseguiti oggetti di sintesi e scambio di immagine tattica, comunicazioni, manovre avanzate e guerra antiaerea con la partecipazione di due caccia F-4. Inoltre le unità di difesa aerea greche si sono spostate nelle aree di dispersione, mentre come è noto, a Creta sono stati attivati i missili antiaerei greci S-300, in combinazione con i voli greci AWACS e HERON UAV nell’Egeo.

@L_Argomento

(Foto: twitter Truman)

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