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Turchia, manifestanti in arresto. Se questo è il negoziatore…

Erdogan celebrato dall’occidente per il suo possibile ruolo tra Russia e Ucraina, ma senza pensare alle sue azioni poco democratiche

RECEP TAYYIP ERDOGAN

Era stato dipinto come il candidato perfetto per mediare tra Ucraina e Russia, ma forse dimenticando il suo rapporto con diritti fondamentali come libertà di espressione e di stampa. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha fatto arrestare più di 160 manifestanti che ieri, in occasione della Giornata internazionale dei lavoratori, sfilavano in piazza Taksim perché il governo non aveva permesso riunioni pubbliche ieri.

In manette

Il movimento operaio turco considera la data del 1 maggio altamente simbolica a causa della morte di 34 persone il primo maggio del 1977. Ma secondo il governatore di Istanbul i manifestanti che “si sono radunati senza permessi e cantato slogan, si sono rifiutati di disperdersi nonostante gli avvertimenti delle forze di sicurezza e hanno resistito agli ufficiali”, quindi sono stati arrestati. Si tratta di studenti universitari e giovani lavoratori, al pari di alcuni membri del Partito popolare di liberazione (HKP) di estrema sinistra, arrestati a Beşiktaş.

Caso Kavala

Secondo il ministro della Cultura tedesco Claudia Roth, la recente condanna all’ergastolo da parte di Ankara di Osman Kavala con l’accusa di aver tentato di rovesciare il governo è simile a una condanna a morte, aggiungendo che si tratta di una vendetta personale da parte del presidente turco contro il filantropo e uomo d’affari. “Eseguono gli ordini di Erdoğan”, ha detto il ministro a proposito dei giudici, sottolineando che i tribunali turchi non erano indipendenti. “Quello che è successo non ha nulla a che fare con un processo equo”. Il filantropo è stato arrestato nel 2017 e accusato di aver finanziato le massicce proteste antigovernative del 2013, note come proteste di Gezi Park.

Mediazione

Nonostante queste premesse, l’occidente ha individuato in Erdogan il mediatore di una mediazione che, al momento, semplicemente non c’è ancora e chissà se ci sarà nel breve periodo. Anzi, la Turchia se da un lato ha dichiarato il proprio sostegno all’Ucraina, dall’altro non ha seguito l’occidente nell’imporre sanzioni alla Russia o agli uomini d’affari vicini al presidente Vladimir Putin. Ad esempio Roman Abramovich ha potuto ormeggiare i suoi yacht di lusso nei porti turchi, al pari di un altro oligarca di peso come Alexander Abramov il cui yacht Titan del valore di 100 milioni di dollari è dato in arrivo sulle coste turche.

@L_Argomento

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