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Sostenibilità

Think local: filiera corta e prodotti a km 0 funzionano?

Gli italiani imparano a comprare locale senza inquinare e riscoprendo i sapori della tradizione

Think local: filiera corta e prodotti a km 0

Think local: filiera corta e prodotti a km 0
Comprare locale, comprare a chilometro zero. «Significa anche mangiare meglio».
 Il mercato, soprattutto quello rionale, esprime la pura essenza di una città. È una garanzia anche qualitativa, oltre che per la provenienza: dà l’opportunità unica di confrontarsi e recuperare un contatto diretto con l’ambiente, gli animali, i processi e le persone che stanno dietro al formaggio, alla carne, alla frutta e alle verdure che poi consumeremo Nell’ultimo anno si è assistito ad una vera e propria svolta green nei consumi.

Durante il lockdown gli italiani hanno fatto scelte più salutari, orientandosi verso cibi di maggiore qualità e più sicuri, sia in termini di provenienza che in termini di metodi di produzione: Made in Italy e Km 0 sempre più presenti nel carrello della spesa, in crescita i prodotti a marchio biologico.

Ciò che si acquista sono alimenti a impatto zero, non solo a chilometro zero che hanno in genere un prezzo contenuto dovuto ai ridotti costi di trasporto e di distribuzione, all’assenza di intermediari commerciali, ma anche allo scarso ricarico del venditore che spesso è lo stesso agricoltore o allevatore.

Il “Farmers Market” è in controtendenza con la globalizzazione poiché i prodotti a Km zero per essere tali, non possono superare i 70Km dal luogo dove sono stati prodotti. una vera filosofia di consumo ecosotenibile Oggigiorno, siamo abituati a trovare sulle nostre tavole ogni genere di prodotto in qualsiasi mese dell’anno. Ciò, avviene soltanto grazie alla grande distribuzione, che preleva i prodotti in qualsiasi parte del pianeta e li porta fino al banco alimentari dal quale ci serviamo. A dimostrazione di ciò basti pensare che il pasto di ciascun italiano, prima di arrivare sulla propria tavola, ha percorso mediamente 1.900 chilometri.

Impatto zero, km zero e riscoperta della tradizione. Denominati anche prodotti a filiera corta, vengono commercializzati e, quindi, consumati nelle immediate vicinanze del luogo di produzione. Un comportamento alimentare che, a ben vedere, non è molto differente da quello che soltanto poche generazioni fa, i nostri avi adottavano nella propria.
I vantaggi di questa forma di mercato sono molteplici.
Economici: senza intermediari ne trasporto i prezzi dei prodotti scendono di almeno il 30%.; ambientali: le emissioni di CO2 sono praticamente nulle; maggior qualità dei prodotti: perchè vengono venduti ancora freschissimi con la certezza che si tratti di cibi regionali; sostenibilità, in termini di sostegno alle comunità locali.

L’idea di prodotti a chilometro zero e di spesa a Km 0 piacciono a un numero sempre maggiore di persone e gli aspetti positivi di questo modo di fare acquisti sono davvero tantissimi. Il cibo a Km 0 è più fresco e la sua rotazione ci insegna a riscoprire la stagionalità dei prodotti del nostro territorio.

Nell’era in cui tutto è a portata di click… la vera sfida si racchiude in due parole Think local: recuperare il legame con il territorio, imparando a conoscere sapori tipici e tradizioni gastronomiche
Think local: filiera corta e prodotti a km 0

Shortlink: https://bit.ly/33U4mA8

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