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Teorizzò il pentapartito (e non solo): addio a Ciriaco De Mita

CIRIACO DE MITA

Il sindaco di Nusco si è spento a 94 anni. E’ stato uno dei leader carismatici e dei protagonisti assoluti della storia repubblicana del nostro Paese. Ha rivestito ruoli di primissimo piano tanto nella dimensione politica del partito che in quella istituzionale e di governo.

Ciriaco De Mita

Più volte Ministro, è stato Presidente del Consiglio e, soprattutto, il più longevo segretario nazionale della Democrazia Cristiana. Per la sua città, Nusco, e per l’intera Irpinia è stato un politico sempre presente, dalla prima alla seconda repubblica. De Mita è stato uno dei simboli di un modo di fare politica che ora non conosciamo più, una politica che sapeva forse coniugare meglio pensiero, ideologia e strategia: la politica della ricostruzione postbellica e del pentapartito. Viene eletto deputato per la prima volta nel 1963 e sarà sempre rieletto fino alla legislatura 2006-2008, ad eccezione del biennio 1994-96.

Gli anni del Pentapartito

Tra il 1988 e il 1989 venne nominato Presidente del Consiglio da Francesco Cossiga e guidò il famoso governo definito del “pentapartito”, la coalizione formata da democristiani, socialisti, repubblicani, socialdemocratici e liberali, con l’esclusione del partito comunista. La sua esperienza però durò poco più di un anno, per i contrasti con Bettino Craxi a cui era succeduto e che provocò la caduta del suo governo.

La DC e le istituzioni

A lungo segretario e poi Presidente della DC, nel 1985 avrebbe potuto anche diventare Presidente della Repubblica, ma raccontò una volta: ”Nel 1985, quando si trattava di scegliere il successore di Sandro Pertini, Alessandro Natta mi fece capire che i comunisti avrebbero potuto sostenere una mia candidatura al Quirinale, ma ci vuole uno stile che io, diciamoci la verità, non avevo. A me piace l’analisi, il pensiero, mi piace chiacchierare. Un Presidente della Repubblica non può chiacchierare”. E fu proprio l’amore per l’eloquenza e per la parola che lo fece definire da Gianni Agnelli “un intellettuale della Magna Grecia”, espressione che ne sminuiva in parte le capacità di tradurre in azione il pensiero e che non piacque a De Mita.

Gli ultimi anni

Prima di dedicarsi completamente alla sua città natale Nusco, De Mita è stato parlamentare europeo ma anche Presidente della Commissione Bicamerale per le Riforme. Famoso uno dei suoi ultimi scontri televisivi, con Matteo Renzi allora segretario del Pd. “Quando la politica è mestiere deve essere breve, quando è pensiero può essere a vita” disse a Renzi che gli rispose: “L’idea che sia pensiero la politica tua, che cambi partito ogni vola che ti tolgono il seggio”, rimarcando l’idea anticasta che nel 2016 portava avanti, durante la campagna elettorale per il referendum costituzionale. “La sua è una volgarità che non mi aspettavo, soprattutto se detto da chi in politica le ha inventate tutte”, chiosò De Mita.

E quando nel 2020 gli chiesero, in un’intervista ad Huffpost, un parere sul governo Conte rispose: “In politica i problemi non si risolvono con le parole, si risolvono con i fatti” evidenziando che al momento si era di fronte sd “una classe dirigente politica che quando parla non sa che dice.”

@L_Argomento

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