Tensione a Cinque Stelle, standby per la leadership

Tensione a Cinque Stelle, standby per la leadership

Imbarazzo per il video di Grillo sulla violenza sessuale di cui è accusato il figlio

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Tensione a Cinque Stelle, standby per la leadership
Ci sono anche sconcerto e preoccupazione tra i M5s per l’ultima sortita di Beppe Grillo che, oltre a mettere in “serio imbarazzo” i parlamentari- come dice qualcuno tra i pentastellati -, rischia di imprimere una battuta d’arresto all’atteso processo di rilancio del Movimento con la nuova leadership di Giuseppe Conte.

L’ex premier è rimasto a lungo in silenzio prima di decidersi, in serata, a prendere sostanzialmente le distanze dal fondatore 5S pur comprendendo il suo stato d’animo. E l’ex capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, resta formalmente silente. In Transatlantico tra i capannelli dei parlamentari non si è parlato d’altro per ore.

Del silenzio dei “Big” e delle possibili ricadute politiche, soprattutto nei rapporti con il Pd, che reclama da Conte un’accelerazione del processo di transizione del Movimento. Un percorso che lo “smarchi” nei fatti dal Movimento targato Grillo.

I gruppi 5 Stelle scalpitano. Aspettano un chiarimento sull’organizzazione del nuovo partito, sui ruoli ed anche sulla strategia politica. Non fosse altro che per iniziare a mettere in ordine qualche casella in vista, ad esempio, delle prossime amministrative. “Non abbiamo nessuno che sia deputato a parlarne e a trattare” si lamenta infatti un deputato.

Non lo è Conte, non ancora insignito della carica di capo politico. Ne’ Crimi, a cui un Tribunale ha gia’ tolto la rappresentanza legale.

Il “reggente” prova a tenere insieme il Movimento come può ed ha anche avviato la sua controffensiva legale:

il 30 aprile in Corte d’appello a Cagliari verrà infatti discusso il reclamo di Crimi contro la nomina del curatore legale che ha preso il suo posto. C’è stata una prima udienza il 9 aprile, ma la difesa di Crimi ha chiesto un rinvio proprio per replicare. Ma il tempo corre e il rinvio potrebbe arrivare a giochi fatti.

A giorni, dovrebbe arrivare a Beppe Grillo la sollecitazione della Procura di Cagliari ad indire le votazioni per la nomina del “direttorio”, l’organismo di governance del Movimento che allo stato è l’unico autorizzato dallo Statuto M5s.

È un atto previsto dal codice di procedura civile che i magistrati sono tenuti a compiere per legge (per la ricostituzione della “normale rappresentanza”) anche se ciò rischia di comportare un’interferenza nel processo di organizzazione di una forza politica.

Ma forse, anche per questo, Conte continua a rinviare e resta alla finestra. Il guazzabuglio legale in cui annaspa il M5s è forse piu’ complicato di quanto l’avvocato pugliese si potesse mai aspettare.

Né è stata definita la querelle con Rousseau: dopo la comunicazione del nuovo regolamento sul trattamento economico dei parlamentari, con la definizione dell’ammontare da versare, tra l’altro, per il “mantenimento delle piattaforme tecnologiche”, nel week-end il gruppo di Montecitorio ha dovuto ripetere la votazione per l’indicazione dei candidati in alcune commissioni. Il primo tentativo di voto con Google Form è stato annullato perché’ i voti risultavano visibili nel corso del procedimento.

Un passo falso a cui guarda Casaleggio che continua a considerare Rousseau come imprescindibile dal Movimento.
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