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Sostenibilità

Tanti auguri infermiere. Ma i problemi rimangono

La Giornata internazionale dell’infermiere tra festeggiamenti e riflessioni

Tanti auguri infermiere. Ma i problemi rimangono

Tanti auguri infermiere. Ma i problemi rimangono
Quest’anno la Giornata Mondiale dell’Infermiere ha un valore enorme. Non si definiscono angeli né eroi ma solo professionisti e persone con un ruolo determinante nella pandemia ancora in corso.

Gli infermieri, con le loro testimonianze e istanze da presentare, sono al stati al centro del primo congresso ‘anti-covid’ della Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche organizzato a Firenze.

Un evento itinerante, in circa 20 tappe, che da maggio a dicembre toccherà tutto il Paese. Proprio nella Giornata internazionale dell’infermiere, sono tre le richieste avanzate a governo, Regioni e Parlamento: Più organici per far fronte alla carenza che sta assumendo contorni rischiosi per la tutela della salute; subito specializzazioni e nuove competenze per gli infermieri; più forza alla specificità infermieristica riconosciuta nella legge di Bilancio 2021, ma che ora si deve sviluppare e crescere ancora.

Il servizio sanitario si rafforza grazie agli infermieri. Lo ha ripetuto più volte il ministro della salute Speranza nel videomessaggio indirizzato alla categoria. “Dobbiamo costruire – ha detto- un servizio sanitario nazionale migliore, e in questo contesto c’è il ruolo del mondo che rappresentate, la figura dell’infermiere, di chi ogni giorno nei presidi sanitari si prende cura delle persone. E penso che dentro questo sforzo noi abbiamo indicato la strada giusta, anche con alcune scelte condivise: l’indennità di specificità, la possibilità di implementare e rafforzare la figura dell’infermiere di famiglia. Tutti segnali che vanno nella direzione giusta”.

Per guardare al futuro È indispensabile , secondo la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli “abbandonare modelli obsoleti di rapporti interprofessionali e abbattere le disuguaglianze contrattuali, di posizione e, perché no, anche economiche, che oggi caratterizzano le professioni sanitarie”.

Una giornata di festa in cui non si possono dimenticare gli 83 infermieri deceduti per Covid e gli oltre 100.000 contagiati solo in Italia e soprattutto i problemi che, puntualmente, il Segretario Nazionale della UGL Salute Gianluca Giuliano mette in fila.

“È un dato incontestabile che le retribuzioni degli infermieri italiani, come degli altri operatori sanitari, non siano al passo con la media europea. La loro preparazione, le grandi responsabilità che devono sostenere nello svolgere assistenza ai nostri cittadini- spiega Giuliano- non trovano un obiettivo riscontro in termini di garanzie e questo spesso porta molti professionisti ad accettare le miglior offerte provenienti da altre nazioni.

Nuove assunzioni, stipendi, sicurezza, formazione sono punti cardine di quel rilancio del Sistema Sanitario Nazionale che chiediamo da tempo e che deve vedere tutti gli operatori sanitari coinvolti per creare delle equipe’ multidisciplinari in grado di soddisfare la richiesta di tutela della salute dei cittadini”.

Ogni realtà, piccola e grande, ha voluto festeggiare questa giornata in modo speciale. Anche l’ASST di Cremona, realtà che ha subito e sostenuto il peso della prima ondata covid, ha deciso di far incontrare chi – dopo 40 anni – sta per lasciare e chi sta studiando per iniziare. Infermieri veterani e giovani promesse a confronto, un passaggio di consegne virtuale, un momento di respiro per parlare guardandosi negli occhi.

Per entrare in sintonia è bastato un attimo. Commuoversi, sorridere e sentirsi complici è stato spontaneo.
Tanti auguri infermiere. Ma i problemi rimangono

Shortlink:  https://bit.ly/3obAo3Y

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