Tamponi salivari e corsi pro-vaccino

Tamponi salivari e corsi pro-vaccino

É’ la proposta di Confimi Industria per evitare di ridurre l’organico

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Tamponi salivari e corsi pro-vaccino
In questo momento di transitorietà, che precede l’obbligo vaccinale e richiede già l’obbligo del green-pass, c’è chi avanza la proposta di utilizzare i test salivari anche in azienda, adesso che sono stati approvati nelle scuole. Effettivamente sono stati fatti degli studi in proposito, che hanno rivelato essere lo strumento ideale per evitare la pandemia nei luoghi pubblici e privati. E se “adoperati preventivamente e all’inizio della diffusione del virus”, come ha spiegato proprio all’Argomento la ricercatrice che lo ha messo a punto sia nelle scuole che nelle aziende, sono gli strumenti più idonei allo screening di massa per il Covid 19 (https://www.largomento.com/come-ti-rendo-efficace-il-test-salivare/)

La proposta dei tamponi salivari in azienda arriva dal presidente di Confimi Industria, Paolo Agnelli, che ha raccolto la voce degli imprenditori manifatturieri. Il numero uno del manifatturiero torna a sottolineare il sì di Confimi Industria al green pass e al vaccino, ma tiene anche a far presente la criticità dovuta al momento transitorio che può portare a una riduzione dell’organico. “Non si può pensare di lasciare soli gli imprenditori – spiega – ad oggi la percentuale di chi non può o non vuole vaccinarsi è mediamente il 20% della popolazione, chiedere il green pass ai dipendenti vuol dire per la vita in fabbrica dover rinunciare teoricamente al 20% dei dipendenti, impensabile portare avanti la produzione con un organico così ridotto, soprattutto in questo momento di forte ripartenza”.

Dunque “Sì al green pass ma con giudizio. E con regole certe”, fa presente il numero uno di Confimi commentando le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi in occasione della prima conferenza stampa dopo la pausa estiva. E riguardo alla criticità data appunto dalla non data certa dell’obbligo vaccinale ma dalla certezza sin da ora dell’obbligo del green-pass, la quale lascia domande aperte su come comportarsi con i dipendenti allontanati, “Saranno in mobilità a carico degli istituti preposti? Risulteranno in malattia? Dobbiamo licenziarli?” – è il commento di Agnelli -, lo stesso propone la soluzione al problema.

“Apprendiamo con soddisfazione la decisione di equiparare i test salivari ai tamponi antigenici e naso-faringei per ottenere il green pass valido per 48 ore – dichiara il presidente di Confimi – e va proprio nella direzione da noi auspicata per non fermare gli impianti e far sentire tutti i nostri dipendenti più sicuri. Si permetta agli imprenditori di effettuarli al momento dell’ingresso in azienda a tutti coloro che non possono o non vogliono vaccinarsi”, propone quindi Agnelli.

Inoltre, la Confederazione suggerisce che per i dipendenti più scettici o timorosi sia organizzato un percorso di formazione-informazione e di supporto psicologico da realizzarsi con gli specialisti delle asl locali e con il coinvolgimento dei sindacati per promuovere insieme una cultura vaccinale e accedendo agli strumenti già finanziati.
Tamponi salivari e corsi pro-vaccino

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