Connect with us

Hi, what are you looking for?

Economia

Superbonus, cessione dei crediti più facile. Il governo corregge la misura

SUPERBONUS
SUPERBONUS

Il governo ha presentato un emendamento che consentirà alle banche la cessione del credito a società, professionisti e partite Iva, escludendo solo i privati. La correzione dovrebbe riattivare il circuito dei superbonus e scongiurare l’allarme arrivato delle imprese.

Il Superbonus

Ha rappresentato un trampolino di lancio per ripartire dopo la frenata della pandemia, però rischia di soffocare le stesse imprese. L’importante esposizione dal punto di vista economico, infatti, non trova più la sponda degli istituti bancari, che hanno raggiunto il limite della loro capienza fiscale. Il correttivo proposto dal Tesoro dovrebbe allargare le maglie del meccanismo delle cessioni, ampliandolo ad altri soggetti.

La rimodulazione è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra governo e maggioranza. Alcuni partiti, infatti, chiedevano di riaprire completamente il superbonus 110% con la possibilità di cessioni a tutte le partite Iva, senza una soglia minima predefinita di fatturato. Ma il governo si è sempre dimostrato contrario a qualsiasi ipotesi di proroga ulteriore, sia per villette sia per le richieste di rimozione dei tanti vincoli via via introdotti per contrastare le frodi ed evitare costi aggiuntivi alla finanza pubblica.

L’idea iniziale del governo era quella di aprire solo a possibili valutazioni di correttivi, ma dopo un lungo dibattimento è arrivata la proposta di un nuovo testo. Che però lascia la maggior parte dei partiti insoddisfatti.

Le novità in arrivo

Quando viene eseguito un intervento edilizio che usufruisce di bonus o superbonus, il privato può decidere se pagare tutto oppure se effettuare la cessione del credito all’impresa, ottenendo in cambio uno sconto in fattura. Le imprese che ottengono il credito, a quel punto devono rivolgersi ad altri soggetti, principalmente istituti bancari, per riscuotere quelle somme, ma i fondi delle banche sono esauriti e le imprese sono rimaste con i crediti in pancia, a rischio fallimento.

La novità in arrivo, dunque, si concentra sulla possibilità di cedere il credito a tutte le aziende, a prescindere dalla loro dimensione, con la sola esclusione dei privati, potendo realizzare fino a quattro cessioni. Il tutto continuerebbe a muoversi tra le regole anti-frodi inserite e che determinano una responsabilità in solido del cessionario.

Il punto più criticato resta il peso di vincoli e responsabilità che accompagnano la cessione del credito, e che di fatto secondo le imprese interessate finiscono per bloccarla. Nell’emendamento rientrano anche le società partecipate dallo Stato, spinte all’acquisto dei crediti, ma si dovrà fare i conti con i limiti fiscali previsti nei bilanci delle aziende pubbliche.

LEGGI ANCHE: STRETTA BANCARIA SL SUPERBONUS

Le reazioni della politica

“Di fatto resta il blocco, se il governo vuole la morte del Superbonus lo venga a dire in Aula sapendo che sta dicendo alle imprese di fallire” ha dichiarato Martina Nardi del Pd, ad evidenziare come la scelta del governo non è esaustiva delle richieste fatte dai partiti.

“Penso che vada trovata una soluzione”, aveva detto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando a Un giorno da pecora su Rai RadioUno, pensando ai rischi per le imprese e l’occupazione legati all’impatto che avrebbe un brusco stop al superbonus. “Si può fare una uscita graduale e morbida da questo strumento che ha prodotto, anche, molti problemi ma credo che una interruzione drastica rischi di creare una serie di incompiute che non sono nell’interesse di nessuno”. Il correttivo proposto dal Tesoro dovrebbe lavorare proprio in questa direzione, pur nella limitatezza che i partiti evidenziano.

Nel frattempo, la Commissione banche ha avviato un’indagine sulla cessione dei crediti dei bonus edilizi. La Presidente della Commissione, Carla Ruocco ha così spiegato: “Grazie al sistema di segnalazione attivo presso la Commissione banche, abbiamo riscontrato un significativo peggioramento dei tassi di sconto applicati alla cessione dei crediti e una forte riluttanza da parte degli istituti bancari ad accogliere le pratiche presentate. Abbiamo ritenuto, pertanto, imprescindibile un approfondimento del fenomeno. L’obiettivo è di vigilare ed esaminare attentamente le procedure messe in atto per l’erogazione del credito comprese quelle di calcolo delle soglie dei tassi.”

Confartigianato ha segnalato, inoltre, che con 5,2 miliardi ‘incagliati’ nei cassetti fiscali, di cui il 71,2% per il superbonus e il 28,8% per gli altri bonus edilizi, la loro inesigibilità costerebbe la perdita di 47 mila addetti nelle micro e piccole imprese.

@L_Argomento

Articoli Correlati

Politica

Intervista al vicepresidente della Commissione Bilancio: “Il governo ha pasticciato sul superbonus, ma abbiamo rimediato. No alle tasse sulla casa, sui BOT, sui CCT....

Politica

Nel mirino il provvedimento Conte-Gualtieri. “Truffe tra le più grandi viste nella storia della Repubblica”, ha tuonato il titolare di via XX Settembre. “Hanno...

Economia

Superbonus, caro bollette e cartelle esattoriali soo i fronti più critici. Tajani a Franco: “Non voteremo senza soluzioni”

Economia

Dopo l'attuale fase espansiva si dovrà tornare a politiche di bilancio più prudenti decondo il ministro dell'economia