Stop alla gogna mediatica, la Camera approva

Stop alla gogna mediatica, la Camera approva

Inatteso via libera a un emendamento garantista che vieta di sovraesporre mediaticamente l’indagato

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Stop alla gogna mediatica la Camera approva
Recepito dalla maggioranza un emendamento garantista. Sarebbe da non crederci, abituati come siamo al vento mefitico del populismo giudiziario, se non leggessimo i numerosi commenti che guizzano a suon di tamburo a festa. Che è successo?

“Il recepimento della direttiva del 2016 sulla presunzione di innocenza, grazie all’emendamento a firma del collega Enrico Costa, che ringrazio per la perseveranza, e mia, votato oggi quasi all’unanimità dalla Camera è un segnale importante in una fase in cui il giustizialismo e il processo mediatico sembrano avere la meglio”, spiega Riccardo Magi, deputato di Più Europa-Radicali. 

Se gli emendamenti approvati si limitano a chiedere il recepimento secco della direttiva, la proposta Fdi dettagliava principi e criteri direttivi.

Lo stesso, per entrare nei dettagli della cronaca parlamentare, faceva un emendamento che era stato presentato appunto da Enrico Costa e Riccardo Magi (Azione-+Europa), per poi essere ritirato e riformulato in maniera analoga alle altre proposte relative al solo recepimento secco, poi sottoscritte anche da alcuni deputati di Fratelli d’Italia dopo la bocciatura della proposta del loro gruppo.

Nel dettaglio, l’emendamento Fdi chiedeva: di regolamentare le forme di diffusione mediatica di informazioni che compromettano la credibilità personale, il prestigio e la reputazione dell’indagato o imputato come colpevole fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente provata, disponendo una adeguata sanzione disciplinare per chi favorisce la diffusione; di salvaguardare la possibilità di adottare disposizioni attuative della direttiva anche mediante provvedimenti sanzionatori a carico di chi abbia concorso, con superficialità o negligenza, alla fuga di notizie durante le indagini preliminari del processo, ledendo l’immagine dell’indagato di cui non sia stata ancora legalmente provata la colpevolezza; di ripristinare il divieto di pubblicazione integrale degli atti di indagine preliminare e dei testi delle intercettazioni, al fine di impedire che venga recato pregiudizio agli indagati la cui colpevolezza non sia stata ancora legalmente provata.

È un grande vittoria per Azione e tutti i garantisti e liberali d’Italia.

Ricordo che non stiamo parlando di un principio eversivo visto che è l’articolo 27 della Costituzione a sancire che ‘l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva’. Principio puntualmente disatteso oggi. Ringrazio Enrico Costa per la sua perseveranza e la Ministra Cartabia per aver definitivamente archiviato il giustizialismo di Bonafede“.
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