Connect with us

Hi, what are you looking for?

Internazionale

Sotto scacco: se Biden teme Erdogan la crisi in Ucraina continuerà

Il presidente turco non intende perdere peso negoziale in vista di partita future come l’acquisto di F-16 dagli Usa o il blocco americano al gasdotto Eastmed

Ankara prova a fare scacco a Washington mettendosi di traverso all’ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia: cosa comporterà questa situazione riflessa nel dossier ucraino? Tra gli ambienti diplomatici circola la vulgata che la sparata di Recep Tayyip Erdogan dello scorso fine settimana sia un problema per l’amministrazione Biden, già alle prese con l’inflazione interna e con le elezioni di midterm su cui i sondaggi sono abbastanza pessimistici.

Ankara

Il presidente turco non intende perdere peso negoziale in vista di partita future come l’acquisto di F-16 dagli Usa, il blocco americano al gasdotto Eastmed proprio per non innervosire l’alleato sul Bosforo e il dossier migranti che, tra Siria e Afghanistan, avrà sempre un punto di caduta su suolo turco. Attualmente circa 4 milioni di rifugiati siriani si trovano in Turchia, trasformati dal governo in una clava politica in un momento economico difficilissimo per Erdogan e quando manca un anno alle elezioni politiche. Per tutte queste ragioni la Casa Bianca immagina di invitare Erdogan entro quest’anno, dopo aver ricevuto ieri il premier greco Kyriakos Mitsotakis.

Al centro dei colloqui c’è evidentemente il gas: c’è chi tema una ritorsione turca che inciderebbe sul Tap, qualora venisse dato il nulla osta alla costruzione dell’Eastmed, mega pipeline da 1300 chilometri che porterebbe il gas da Israele al Salento.

Usa

In apparenza gli Stati Uniti mostrano ottimismo: il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha detto di essere fiducioso che il paese sarà in grado di preservare il consenso all’interno dell’alleanza, parole che hanno preceduto il vertice tra il Segretario di Stato Antony Blinken e il ministro degli Esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu a New York.

Domani il presidente Joe Biden ospiterà alla Casa Bianca il primo ministro svedese e il presidente della Finlandia, proprio mentre Svezia e Finlandia negano fermamente di sostenere il PKK, così come Ankara le aveva accusate.

I democratici americani si trovano ad un bivio: da un lato stanno scontando l’inesperienza della vicepresidente Kamala Harris nel gestire dossier sensibili, dall’altro non riescono a uscire dall’impasse in cui si trovano per via dell’inflazione interna e delle problematiche relative alle primarie in vista delle midterm. Nel mezzo la geopolitica, che è tornata prepotentemente ad albergare nel Mediterraneo quando è uscita di scena la principale protagonista degli ultimi 20 anni: Angela Merkel.

@L_Argomento

Articoli Correlati

Politica

Fa specie lo spettacolo che sta andando in scena nei palazzi romani, con una macro crisi economica in atto a cui la politica risponde...

Internazionale

Guerra in Ucraina, delle due l'una: o si aboliscono del tutto le regole oppure si inizia a rispettare il concetto di norma

Internazionale

Si teme che l'escalation di Erdogan possa sfociare in uno sbarco su una delle isole orientali

Internazionale

Nessuno dei due paesi si avvicina a soddisfare le condizioni, ma è evidente che ciò vuole essere un "segnale politico"