Sorpresa: votare si può. E in Olanda vincono i liberali

Sorpresa: votare si può. E in Olanda vincono i liberali

Riconfermata la guida del partito liberale conservatore di Rutte, avanzano anche i liblab

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Sorpresa: votare si può. E in Olanda vincono i liberali
Sorpresa: si riesce a votare. Non da noi, beninteso. In Italia abbiamo appreso che non si può. Non si possono votare le amministrative locali, neanche nei piccoli Comuni. Non si possono fare le primarie neanche nei gazebo all’aperto. E non si possono svolgere concorsi pubblici. Tutto rimandato a data da destinarsi. Invece in Olanda si può. Si vota, e sono tornati in tanti: l’83% degli aventi diritto, più che mai negli ultimi venti anni.

E vincono i liberali, di destra e di sinistra, mettendo ai margini le altre formazini, gli opposti estremisti, i populisti di sinistra e i sovranisti di destra. Torna a vincere la stabilità incarnata dal premier Mark Rutte, in un quadro politico che può cambiare a favore dell’Europa.

Merito del successo dei suoi partner del partito D66, la cui leader Sigrid Kaag ha festeggiato ballando su un tavolo. Ex diplomatica presso l’Onu, Kaag potrebbe diventare ministro degli Esteri, ammorbidendo la posizione dei ‘frugali” olandesi in seno all’Ue.

Tanto più che il ministro delle Finanze Wopke Hoestra, quello che si opponeva al Recovery Fund, ha visto il suo partito democristiano perdere quattro seggi.

Chiamati a votare nel pieno della crisi del coronavirus, gli elettori olandesi hanno riconfermato Rutte, preferendo rimanere sul sicuro in tempi difficili. Il suo partito liberale conservatore Vvd ha ottenuto 35 seggi (+2 rispetto al 2017) staccando tutte le altre formazioni, secondo risultati non ancora definitivi.

“Gli elettori hanno dato al mio partito un enorme voto di fiducia. Penso che tutti vogliano un governo il più presto possibile. Siamo nel pieno di una grave crisi e faremo del nostro meglio”, ha detto Rutte, che ora dovrà formare una coalizione con almeno 76 seggi in parlamento.

La coalizione di governo uscente conta 79 seggi, ma i suoi equilibri interni sono cambiati. I liberali progressisti e filo Europa di D66 sono infatti diventati il secondo partito, passando da 19 a 24 seggi, e la loro leader ha già detto di volere un governo “più progressista, equo e ambientalista”.

Hoestra, ricordato per le parole sprezzanti verso i paesi mediterranei all’inizio della pandemia, ha visto il suo partito democristiano Cda scendere da 20 a 17 seggi, e potrebbe perdere la poltrona delle Finanze. 

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