Solidarietà vs Covid e dialogo su giustizia

Solidarietà vs Covid e dialogo su giustizia

Parla il Presidente Corte Costituzionale con presenti Mattarella e Draghi nella giornata della cultura

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Solidarietà vs Covid e dialogo su giustizia
La giustizia ha bisogno del “dialogo”, così come la democrazia, e di essere aperta alla società e dunque del confronto con il mondo della cultura, per non “inaridirsi”. E la riscoperta della solidarietà nazionale, che ha segnato la nascita della Costituzione, come strada indispensabile per rialzare la testa nella drammatica situazione determinata dalla pandemia e che esige la consapevolezza da parte di tutti dei propri diritti ma anche dei loro “limiti”. Nella cerimonia organizzata al Palazzo della Consulta in occasione della Giornata della cultura e alla quale sono presenti tutte le più alte cariche dello Stato è il presidente della Corte costituzionale Giancarlo Coraggio a invocare dialogo e solidarietà.

Ad ascoltarlo ci sono il capo dello Stato, il premier,la presidente del Senato e i ministri della Giustizia , della Cultura e della Scuola. E i tanti esponenti del mondo della cultura tra scrittori, registi, poeti, economisti, filosofi, scienziati, artisti, attori, musicisti che in questa lunga pandemia sono stati protagonisti degli Incontri in Podcast con i giudici costituzionali. A partire da Monica Guerritore, che con il vice presidente della Consulta Giuliano Amato riprende i temi dell’arte, della scienza e della libertà di pensiero già affrontati in uno dei prossimi podcast pubblicati dalla Corte.

“La Costituzione è stata il frutto di un grande sforzo unitario della cultura e della politica, in un felice momento di risveglio della solidarietà nazionale. Ed è appunto dalla solidarietà che oggi bisogna partire”, dice Coraggio, che nelle “drammatiche circostanze che tuttora viviamo”, sottolinea anche l’importanza della “coscienza dei propri diritti, ma anche dei loro limiti”.

Quanto alla giustizia, il dialogo e la comunicazione ne sono parti integranti. E soprattutto quella costituzionale deve essere aperta per “intercettare i cambiamenti indotti dal tempo e dalla storia” nella società”. A concludere l’evento è il maestro Nicola Piovani, premio Oscar e nuovo Accademico di Santa Cecilia con l’inno nazionale e poi il concerto Note a margine, con le sue musiche che hanno accompagnato negli anni l’arte dei Taviani, di Fellini, di Moretti e di De Andrè e di altri grandi artisti.
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