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Internazionale

Si tratta, l’arbitro Erdogan per il cessate il fuoco: in aggiornamento

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Da un lato il presidente dell’Ucraina dice ai leader mondiali che “la paura rende complice”, dall’altro il presidente della Turchia che si propone come mediatore chiede un cessate il fuoco immediato. La notizia è che forse questa volta si tratta davvero tra le parti, dopo i flop fatti registrare nei tavoli negoziali in Bielorussia e in quello di Antalyya. Russia e Ucraina quindi sono pronti a parlarsi.

Ore 17 le posizioni

La Russia ha promesso di ridurre le operazioni militari nella parte settentrionale dell’Ucraina, mentre Kiev si è impegnata ad assumere un ruolo neutrale con players esterni che facciano da garanti e a procedere alla denuclearizzazione. Dal Cremlino per la prima volta arriva l’apertura ad un trattati sull’Ucraina. Inoltre sembra che la Russia sia possibilista sull’adesione dell’Ucraina all’Ue, stando alle parole pronunciate dal capo negoziatore del Cremlino Vladimir Medinsky (“La Russia non si oppone ai tentativi dell’Ucraina di aderire all’UE”).

Ore 10 Si tratta

L’inizio non è stato dei migliori, in verità, visto che il benvenuto è stato freddo e senza strette di mano come ha riportato la tv ucraina. Un tweet di Mykhailo Podolyak, consigliere politico del presidente ucraino Volodymr Zelensky, parla di discussioni sulle disposizioni fondamentali del processo negoziale: “Le delegazioni stanno lavorando in parallelo sull’intero spettro delle questioni controverse”.

Ore 9 Chi c’è

Padrone di casa è il presidente turco Recep Erdogan, che in questa partita non sarà un semplice passacarte ma rischia di diventare un jolly, sia per il suo ruolo di merito nel tavolo negoziale, sia per le prospettive che potrebbero aprirsi (o chiudersi) nella macroarea a cavallo tra Mediterraneo e Medio Oriente. Secondo la Reuters l’oligarca Roman Abramovich è presente ai colloqui di pace di Istanbul, dopo le notizie diffuse ieri sul suo avvelenamento.

Cosa vogliono le parti

Il cessate il fuoco invocato dall’occidente e dall’Ucraina dovrà rapportarsi con le rivendicazioni russe: al momento Zelensky ha annunciato che l’Ucraina non entrerà a far parte della Nato a breve, aprendo di fatto ad uno status neutrale per il suo paese. Putin di contro non farà un passo indietro sulle repubbliche separatiste e soprattutto su Mariupol, perché gli garantisce il corridoio Crimea-Odessa con riverberi chirurgici sui traffici commerciali.

Scenari

E’ verosimile immaginare che l’obiettivo minimo del Cremlino sia mantenere il territorio che ora occupa, con il colpo grosso su Odessa. Alla luce dei quasi 600 miliardi di dollari di danni fatti registrare in Ucraina fino ad oggi dopo un mese di guerra, è chiaro che un primo passo dovrà concretizzarsi, anche perché la cosiddetta guerra-lampo immaginata da Putin è fallita e di contro non è dato sapere quanto la resistenza ucraina potrà ancora limitare i danni, umani e materiali.

@L_Argomento

(Foto: Erdogan on twitter)

 

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