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Internazionale

Si tratta? Crimea e Donbass le richieste del Cremlino

Le reali motivazioni di questa improvvisa decisione di Vladimir Putin si ritrovano anche nella mancata presa di Kiev, nel fallimento della guerra-lampo, nell’affondamento della sua ammiraglia (e perché no nella morsa delle sanzioni)

VLADIMIR PUTIN PRESIDENTE RUSSIA RITRATTO RITRATTI

Crimea e Donbass sono le richieste di Mosca per mettere uno stop alla guerra, ma di fatto aprono anche i ragionamenti sulle reali motivazioni di questa improvvisa decisione di Vladimir Putin. La mancata presa di Kiev, il fallimento della guerra-lampo, l’affondamento della sua ammiraglia e il rafforzamento della resistenza ucraina avrebbero inciso sul cambio di passo.

Base

Il punto di partenza per i russi consiste nel riconoscimento della sovranità russa su Crimea e Donbass, togliendo il “limite” a un terzo della regione attualmente sotto il controllo di Mosca. Non si parla più di Kiev o Odessa, per ovvie ragioni, ma è comunque un primo punto fermo dopo due mesi di bombe e sangue. A tenere vigile il versante marino ci pensano 20 navi russe, dove la flotta di Mosca composta da fregate e sommergibili mantiene la capacità di colpire obiettivi ucraini e costieri, nonostante la perdita della sua nave da sbarco Saratov e soprattutto dell’incrociatore Moskva.

Secondo il ministero degli esteri inglese lo stretto del Bosforo rimane chiuso a tutte le navi da guerra non turche, “rendendo la Russia incapace di sostituire il suo incrociatore perduto Moskva nel Mar Nero”. Un imbuto di fatto, che potrebbe produrre presto delle conseguenze anche “nervose”. Per questa ragione il ministro della Difesa britannico Ben Wallace ritiene possibile un conflitto permanente in Ucraina, dopo che il presidente russo ha mancato quasi tutti i suoi obiettivi.

Change

Da Mosca però i nuovi dati economici non sembrano riflettere le conseguenze delle sanzioni: infatti i numeri diffusi ufficialmente non contemplano il settore privato che è invece caratterizzato da una forte contrazione della produzione russa. Un segnale a Mosca arriva dalla Germania, dove il fornitore di energia tedesco Uniper annuncia di voler trasferire in futuro i suoi pagamenti per il gas russo a una banca in Russia. “Riteniamo possibile una conversione dei pagamenti conforme alla legge sanzionatoria. È inteso che effettueremo il pagamento in euro su un conto in Russia”, ha detto.

Guerra & Gas

Il colosso americano Exxon Mobil, presente in Russia con la sua unità Exxon Neftegas, ha deciso di abbandonare circa 4 miliardi di dollari di asset e interromperà tutte le sue operazioni in Russia, incluso Sakhalin 1. In dettaglio risulta che la Aframax è stata l’ultima petroliera ad imbarcare greggio nel porto russo di De Kastri, mentre altre due sono vuote: Victor Konetsky e Yuri Senkevich. Un passaggio che si lega alla ritorsione russa sulle forntiure a Polonia e Bulgaria, che toccano indirettamente anche la Germania. Il prossimo 3 maggio si svolgerà in Francia un vertice europeo straordinario sull’emergenza energetica.

@L_Argomento

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