Serbia, il paradiso dei vaccini è qui

Serbia, il paradiso dei vaccini è qui

Si può scegliere la città, il luogo dove ci si vaccina, quale tipo e marca. A prezzo contenuto, turisti benvenuti.

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Serbia, il paradiso dei vaccini è qui
L’Unione Europea ha sbagliato l’impostazione della campagna vaccinale, gli ordinativi, la contrattualistica.

E procedendo tra mille incertezze (l’Ema va avanti a stop and go verso AstraZeneca e Johnson&Johnson) non aiuta gli Stati membri dell’unione, che versano in condizioni ben peggiori di chi riesce a gestire l’emergenza in autonomia. In Serbia, appena poco fuori dai confini Ue, ad esempio, l’abbondanza di vaccini ha spinto il Governo a invitare gli stranieri a farsi inoculare il farmaco sul loro territorio. Il Paese è abitato da 7 milioni di persone circa.

Quindi non è stato difficile mettere al sicuro subito anziani e soggetti maggiormente esposti al pericolo di contrarre il virus e avere ancora vaccini in esubero.  Mentre in altri Stati vi è un ordine di priorità – categorie più esposte per età o professione – lì qualunque turista può farsi vaccinare a prescindere dall’età o dalla professione che più essere più o meno a rischio.

Il tutto gratuitamente. A differenza di Norvegia, Turchia e Austria dove i “pacchetti vacanze vaccinali” verso la Russia sono organizzati dalle agenzie di viaggio, in Serbia è stato il Governo stesso a prendere in mano la situazione. Il concetto è semplice: si spera di rilanciare il turismo attraverso i vaccini. In pratica, al tempo stesso, si aiutano milioni di soggetti a ricevere il farmaco in tempi brevi e si cerca di far visitare la Serbia a quanti più turisti possibili i quali, una volta sul posto, potrebbero decidere di fermarsi qualche giorno in più.

Effettuare la richiesta è piuttosto semplice e si fa comodamente da casa propria, dal computer o anche dallo smartphone. Le modalità vengono illustrate dettagliatamente sul sito dell’ambasciata italiana a Belgrado. Il modulo è solo in lingua serba ma si può risolvere il problema con un semplice traduttore online.

Dopo essere entrati nel portale del Governo sarà necessario rispondere ad un questionario. In primis si chiede di specificare se si è serbi, stranieri residenti in Serbia o stranieri residenti in altri Paesi. Poi va inserito il numero di un documento identificativo, nome, cognome, una mail e un numero di telefono.

Ma non è tutto. Il Governo serbo riserva a chiunque scelga di vaccinarsi sul proprio territorio la possibilità di decidere in quale luogo del Paese essere vaccinati e, soprattutto, quale tra i diversi vaccini anti Covid farsi inoculare.

La scelta è tra Pfizer-BioNtech, Sputnik V, Sinopharm, AstraZeneca e Moderna. Nel modulo è altresì richiesto di specificare se si è affetti da particolari patologie. Una volta inviata la richiesta non resta che aspettare. Si viene scelti in base alla selezione dell’Istituto della Salute pubblica serbo: l’equivalente del nostro Ministero della Salute. La risposta di accettazione o meno della richiesta viene comunicata tramite sms o via mail.

Dal consolato – vista la quantità di richieste pervenute online – per evitare sovraffollamenti fuori dagli hub dove vengono effettuate le vaccinazioni, hanno specificato che, senza aver prima ricevuto risposta affermativa, è inutile partire per mettersi in fila. Non sono rari i casi di chi dà conto di essersi vaccinato in sole quarantotto ore, con Pfizer, dopo aver effettuato la richiesta.
Serbia, il paradiso dei vaccini è qui

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